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Credito ed energia, aumentano i reclami

Il vicepresidente Federconsumatori Francesco Avallone

Marina Rosati
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Truffe, raggiri, contratti capestro sono sempre dietro l'angolo. A questi ci si aggiungono pratiche più complicate, servizi pubblici locali più scadenti e sempre meno a portata di consumatori. E così i cittadini sono tra l'incudine e il martello, bombardati da offerte e comunicazioni di ogni genere e vittime spesso di accordi poco chiari. Alla Federconsumatori le file sono lunghe, gli sportelli aperti su tutto il territorio (880 in Italia) non danno i resti: c'è chi ha contratto un mutuo senza leggere tutte le condizioni ed ora si trova in difficoltà, chi ha cambiato gestore telefonico e continua a ricevere le bollette del precedente, chi si è fidato di un venditore di elettrodomestici e, per avendo pagato, sta aspettando di vedere il bene. “La gente - spiega il vice presidente nazionale della Federconsumatori Francesco Avallone che vivendo spesso in Umbria conosce bene anche la realtà locale - vuole trasparenza; più del prezzo gli interessa che sia tutto a posto, che ci sia chiarezza e non si abbiano poi sorprese”. Da questo punto di vista come è la situazione in generale e in Umbria in particolare? “Devo dire che le associazioni dei consumatori proprio per questo stare vicini alla gente cercando di risolvere i problemi reali si sono conquistate un posto di tutto rispetto anche negli ambiti istituzionali anche per aver in qualche modo ‘inventato' la conciliazione extragiudiziale. E questo ha permesso di essere ‘riconosciute anche da molte aziende che preferiscono stabilire dei codici di comportamento al fine di evitare guai o conseguenze negative in un secondo momento. Qui in Umbria per esempio questo discorso lo abbiamo fatto con un'azienda di recupero crediti che ha inteso agire in maniera più umana, senza avvisi sulla porta o senza bussare ai vicini o fare pressioni continue. Anche perché la correttezza paga di più dei metodi cattivi”. In che settori bisogna agire? “Sicuramente il credito. I soldi la Bce li ha dati ma non si capisce dove sono finiti. Bisogna invece creare un meccanismo virtuoso attraverso i fondi di garanzia. Tra l'altro qui in Umbria il monte sofferenze è di due punti sopra la media nazionale. L'altro settore è quello del patrimonio immobiliare: ci sono tante famiglie che hanno case bellissime e grandi, ereditate negli anni, ma percepiscono pensioni basse. Per questi casi vanno attivati i cosiddetti Piv, i prestiti ipotecari vitalizi che permettono di trasformare in liquidità l'immobile che si possiede senza perderne la proprietà (come, invece, avviene quando si opta per la cessione della nuda proprietà), ma ponendolo come garanzia del prestito stesso a beneficio per esempio dei figli che vogliono comprare casa”. Quali sono le vere emergenze e quale aiuto vi danno le Authority? “Il settore energetico e quello finanziario ci propongono casi a volte inverosimili. Per quanto riguarda le Autorità purtroppo non sono così efficaci come dovrebbero essere, perché molto spesso danno delle multe ma la vittima non viene risarcita. E' per questo che puntiamo a redigere codici di comportamento condivisi con le aziende”. Se le Autorità non funzionano neanche questa miriade di associazioni dei consumatori sono così efficaci, non trova? “Negli anni è cambiato il consumerismo, quel diritto di cittadinanza che dovrebbe essere sempre riconosciuto. Di certo la crisi ci ha resi protagonisti ed ha acuito il ruolo delle associazioni che ora vengono riconosciute dalle istituzioni. Sono d'accordo con lei quando dice che siamo troppe, se pensa che a livello nazionale se ne contano 19 e a livello umbro ben 11. Ma con la nuova legge approvata molte saranno destinate a saltare”.