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Abbattimento liste d'attesa, confronto tra Regione e associazioni

Roberto Minelli
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“Abbiamo voluto questo incontro affinché le associazioni che rappresentano, a vario titolo, i cittadini e gli utenti del servizio sanitario pubblico possano offrire il loro contributo diretto, assumendo un ruolo di servizio e di supporto, nella realizzazione del Piano straordinario per l'abbattimento dei tempi delle liste di attesa”. È quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso dell'incontro svoltosi mercoledì a Perugia, a Palazzo Donini, presente il direttore regionale della Sanità, Emilio Duca, i direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere dell'Umbria, e i rappresentanti delle diverse associazioni dei cittadini e dei consumatori. “Ci siamo assunti una grande responsabilità – ha affermato la presidente Marini – nel voler realizzare questo Piano straordinario che si pone l'ambizioso obiettivo di abbattere drasticamente i tempi di attesa, soprattutto per le prestazioni del servizio sanitario regionale relative alle visite specialistiche ed alla diagnostica”. La presidente, nel concludere l'incontro, ha assicurato la massima disponibilità della Regione e delle Aziende sanitarie a far tesoro di tutte le osservazioni e suggerimenti illustrati nel corso della riunione: “Ci faremo carico di quanto emerso in questa riunione – ha affermato -, nella speranza di poter migliorare ulteriormente i contenuti del Piano. Allo stesso tempo vorremmo coinvolgere meglio il mondo delle associazioni che rappresentano gli interessi dei cittadini, in particolar modo per ciò che riguarda l'informazione rivolta a loro e nel monitoraggio dell'attuazione del Piano straordinario”. In precedenza, il direttore regionale Duca aveva illustrato i contenuti del Piano straordinario, ribadendo la volontà della Regione di “ampliare la collaborazione con le associazioni dei cittadini”. “Abbiamo in Umbria un sistema sanitario sano ed efficiente, ma – ha aggiunto Duca - si può e si deve fare ancor di più e meglio. Per ciò che riguarda lo specifico problema delle liste di attesa, quindi, i versanti su cui dobbiamo lavorare sono quelli di una maggiore appropriatezza delle prestazioni e di un miglior governo della domanda”.