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Umbri viaggiatori e profilassi: ogni anno casi di malaria

Isabella Rossi
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Dall'Umbria nessuna partenza verso quei paesi attualmente considerati a rischio ebola, almeno tra quelle registrate dal Centro per la medicina del viaggiatore e profilassi internazionale della Asl 1. La malaria, invece, continua a colpire soprattutto quei viaggiatori partiti senza un'adeguata profilassi. Salvo poi tornare dopo aver contratto l'infezione soprattutto in Africa. Sono mediamente tra i 10 ed 12 all'anno i casi di "malaria di rientro" registrati dal Centro per la medicina del viaggiatore di Perugia. In tutto 29 dal 2009 al 2012. E quasi sempre il responsabile è il Plasmodium Falciparum, il parassita ritenuto causa della malaria più pericolosa. Per fortuna la malaria è curabile. Meglio della cura è sempre la chemioprofilassi antimalarica e l'adozione di tutta una serie di comportamenti che portano il rischio ai minimi termini. In questi casi a venir infettate dal famigerato parassita sarebbero percentuali minime di viaggiatori che oscillano tra il 5 ed il 15%. Fondamentale rimane tuttavia il rispetto delle tempistiche, sia in riferimento alla profilassi che all'insorgere del sospetto di aver contratto la malattia, riferisce Marco Gigli, responsabile del Centro per la medicina del viaggiatore di Perugia. Evidenziando alcuni dati sulle attività del Centro perugino. Nel 2013 le vaccinazioni totali sono state 3027, contro le 2712 del 2012. A ciò si aggiungono richieste di consulenze, telefoniche o per e-mail: in tutto circa 1000 nel 2013 in linea con quelle ricevute l'anno prima. Nei primi 8 mesi del 2014, invece, le vaccinazioni eseguite sono state in tutto 2019 mentre le richieste di consulenze hanno di poco superato le 500 unità. In effetti, oramai, spiega il medico, poco ci si prepara ai viaggi. La tendenza generale è inesorabilmente il last minute, con mete sparse in ogni parte del mondo. Ma questo, a volte, va a danno della salute. A mancare è tutta quella fase di accurata preparazione che qualche decennio fa era ancora un'abitudine degli italiani "viaggianti". Così anche quando doverosa, la prevenzione passa in secondo piano. Intanto, sempre nel 2013, tra le vaccinazione effettuate al Centro, 487 sono state fatte contro la febbre gialla, 658 contro il tifo e 677 contro il colera. Numeri ai quali si aggiungono 17 vaccini antirabici. Una prevenzione essenziale visto che "dopo la malaria, la rabbia è seconda a livello mondiale per rischio di mortalità".