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Flop delle liste antimafia, le imprese non rispondono

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Alessandro Antonini
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Le “liste bianche” antimafia non prendono piede in Umbria. Gli elenchi delle prefettura di Perugia e Terni piangono. Nel primo le imprese sono trenta. Quello della prefettura di Terni, almeno fino a domenica, non era consultabile nella sezione “white list”. Eppure è una certificazione fondamentale ai fini dell'antimafia, anche per assicurarsi commesse pubbliche. La domanda è volontaria e una volta inseriti nella white list, per i 12 mesi successivi, salvo interdittive, viene certificata la “bontà” dell'impresa rispetto ad eventuali collusioni o tentativi di infiltrazione malavitosa. Di fatto si crea un elenco privilegiato (è la forma “necessitata” per l'accertamento ai fini antimafia) per chi vuole accedere agli appalti pubblici. La lista della provincia di Perugia (aggiornata al 31 luglio 2014) riporta le seguenti imprese: Elle Emme srl di Foligno, Edilizia fratelli Granieri srl di Collazzone, Estia srl di Bastia Umbra, Tecnocostruzioni srl, Varian srl di Gualdo Cattaneo, Ciani impresa generale costruizioni srl di Foligno, Colabeton spa di Gubbio, Edilizia Castellini snc di Perugia, Gami di Gaggiotti Michele di Gubbio, Lupa costruzioni di Foligno, Edil Nardi srl di Spoleto, Euro costruzioni di Foligno, Mci srl di Perugia, Ediltecnica spa di Foligno, Mariotti G.B. e Pieggi Sandro snc di Città di Castello, Napla G. appalti srl di Spoleto, Autotrasporti Cucina snc di Giano dell'Umbria, Collanti eugubini srl di Gubbio, Crc Global security di Spoleto, Cucina Sandro impresa individuale di Giano dell'Umbria, Ecoindustria snc di Giano dell'Umbria, Ghiandoni Mario di Gubbio, Ianniello Vittorio di Marsciano, Marchesi Vigo di Sant'Anatolia di Narco (quest'ultime tutte imprese individuali), Mori Augusto e Adriano di Gubbio, Nicor service srl di Perugia, Pm di Paradisi Massimiliano impresa individuale (Gubbio), Radicioni group srl di Perugia, Tracem spa di Gubbio. Tutte imprese che sono inserite nelle white lists di uno o più settori interessati (trasporto di materiali a discarica per conto di terzi, trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi, estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti, confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume, noli a freddo di macchinari, fornitura di ferro lavorato, noli a caldo; autotrasporti per conto di terzi, guardiania dei cantieri). Poi ci sono quelle che hanno chiesto l'iscrizione - per dodici mesi in base alle norme transitorie è carta valida per accedere agli appalti - che all'8 agosto scorso, a normativa già in atto, erano solo quattro: Della Corte Antonio impresa individuale di Gualdo Tadino, Innocenzi Franco impresa individuale di Cerreto di Spoleto, Lafap srl di Montefalco e Novatecno srl di Perugia. Eppure la stessa prefettura aveva lanciato l'allarme per una eventuale impennata di domande di iscrizione proprio in base alla norma transitoria che di fatto le equipara all'iscrizione avvenuta nelle white lists. Nelle province delle altre regioni i numeri sono ben diversi. In Umbria il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nei lavori edili non è al minimo. A Ponte San Giovanni, a Perugia, c'è ancora un complesso immobiliare (lungo il raccordo) sequestrato in base ad un'inchiesta sui Casalesi. La stessa commissione della Regione Umbria invita a tenere alta la guardia. Senonché le imprese del cuore verde non hanno aderito in massa alla “lista bianca”. In ultimo ma non per ultimo da ricordare che era stata la stessa Ance nazionale (Associazione costruttori edili) a richiedere l'obbligatorierà di questa norma per fugare ogni sospetto o possibilità di infiltrazione malavitosa.