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Coronavirus, l'infettivologo Andreoni: "Molto probabilmente arriverà anche a Roma, ma niente terrore"

Federico Sciurpa
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Massimo Andreoni, direttore scientifico della società italiana di malattie infettive e tropicali Simit, professore all'università di Tor Vergata, in una intervista al Corriere della Sera, ha detto che  "non pensiamo a un'Italia divisa in due. Molto probabilmente l'epidemia arriverà anche a Roma e nelle regioni del Sud, il rischio è oggettivamente molto alto. Però non bisogna aspettare questo momento con terrore. Anche se arriverà un po' dappertutto, è un'infezione nella maggior parte delle volte banale". Per approfondire leggi anche: Primo caso in Toscana Ha continuato affermando che "potenzialmente potrebbe contagiare tutti. Però non spaventiamoci. Otto volte su dieci si tratta di una malattia banale, i casi gravi sono pochi e il nostro sistema sanitario ha una rete infettivologica di altissimo livello", aggiunge. "È in tutto e per tutto un virus respiratorio che passa da un individuo all'altro trasportato dalle goccioline emesse con tosse e starnuti. Si introduce nell'organismo utilizzando tre vie, bocca, naso e in misura minore occhi. Il contagio diretto attraverso le mani può avvenire solo se stringiamo la mano di una persona malata che ha appena starnutito e portiamo le mani al viso. È una sciocchezza che il virus sopravviva a lungo al di fuori delle cellule umane e resti aggressivo depositandosi sulle superfici. Quando è nell'ambiente perde la sua carica infettiva e diventa praticamente innocuo. Insomma se si trova su un oggetto, ad esempio una maniglia contaminata due giorni prima dalle goccioline, non è pericoloso. Eppoi spieghiamo che per essere contagiati il contatto con il malato deve essere ravvicinato e rapido, circa a un metro e mezzo di distanza, e non è detto che un contatto stretto equivalga all'aver preso il coronavirus. Se poi siamo all'aperto e vediamo un passante che tossisce non facciamoci prendere dal panico. È davvero difficile che le goccioline arrivino fino a noi. Dobbiamo dirlo chiaramente. Tanti comportamenti cui stiamo assistendo in questi giorni sono immotivati", spiega.