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Enel sulla Valnestore: "Nessun collegamento tra ceneri interrate e tumori. In prima fila per le bonifiche"

Alessandro Antonini
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Non c'è nesso causale tra ceneri e tumori in Valnestore. Lo sostiene Enel produzione, che ribatte alle richieste di una nuova analisi epidemiologica da parte dei comitati. E cita il report Usl acquisito agli atti dell'inchiesta sulle polveri industriali interrate per oltre 400 mila tonnellate. "In riferimento all'udienza di venerdì al tribunale di Perugia sull'opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento per danno alla salute e all'ambiente", è scritto nella nota della multinazionale dell'energia, "Enel Produzione evidenzia che la consulenza della Usl, analizzando in modo netto e scrupoloso l'intera popolazione delle aree limitrofe alla Centrale, ha chiaramente escluso la possibilità di correlazione tra la presenza delle ceneri e le patologie neoplastiche riscontrate". Poi la sottolineatura che i circa 23 miliardi di vecchie lire versati agli enti pubblici per bonificare non sono stati spesi per tale scopo. "Enel Produzione ha già da tempo in corso un'attività di collaborazione con le autorità amministrative per gli interventi ambientali", è scritto ancora nella nota "che non si limitano alle sole aree attualmente di sua proprietà ma si estendono anche ai terreni oggi di soggetti terzi, da questi ultimi mai bonificati nonostante le ingenti somme versate all'epoca della cessione da parte dell'azienda a tale preciso scopo. L'avvio delle procedure di bonifica come soggetto non responsabile è la naturale espressione delle politiche di Enel Produzione per assicurare costantemente l'interesse del territorio e dell'ambiente. Tali attività costituiscono, inoltre, il prosieguo di una collaborazione volta a favorire il completo ripristino ambientale dell'area di Pietrafitta, fatto salvo il diritto di rivalsa sui soggetti responsabili. Enel Produzione confida che verrà confermata l'estraneità dell'Azienda ai fatti contestati, così come già riconosciuto dalla Procura di Perugia".