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Referendum del 29 marzo, lo Stato taglia i fondi ai piccoli Comuni. La protesta dei sindaci

Patrizia Antolini
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Le spese per il referendum del 29 marzo peseranno di più sui bilanci dei piccoli Comuni. E dunque su quelle dei cittadini. Secondo l'associazione nazionale che riunisce le realtà comunali minori arriverà il 20 per cento in meno dei rimborsi statali anche nelle casse comunali umbre. “Tamponeremo il problema - spiega il coordinatore dei piccoli comuni umbri Federico Gori - ma è chiaro che anche piccole cifre calate sui nostri bilanci sono importanti”. A dare la brutta notizia, Franca Biglio presidente dell'associazione nazionale piccoli comuni d'Italia: “Dopo le Europee avevamo esternato al ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, le problematiche che si ripresenteranno anche quest'anno con lo svolgimento del referendum - spiega la presidente che ha scritto ora al ministro - la normativa pone a carico dello Stato le spese per lo svolgimento delle consultazioni di propria competenza ma in questi ultimi anni la spesa a carico del bilancio comunale si è fatta sempre più gravosa perchè non è stata compensata da analoga entrata. Ormai non si tratta più di un rimborso ma ci arriva solo un contributo”.