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Liste d'attesa, la Marini annuncia un piano straordinario

Federico Sciurpa
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La presidente della Regione Catiuscia Marini ha riferito in Terza Commissione lo stato delle cose per quanto concerne le liste d'attesa negli ospedali umbri: pronto un Piano straordinario per abbattere i tempi, soprattutto dove si verifica la massima concentrazione di utenti ed in riferimento alle tipologie di prestazioni più richieste, che sono risonanza magnetica, ecografie, doppler, oculistica e mammografia. L'atto della Giunta sarà pronto entro la fine del mese. Si pensa ad un utilizzo “allungato” fino alle ore serali delle tecnologie a disposizione, che comporterà un aumento anche del personale. C'è l'ipotesi che possa essere fornito anche dalle strutture convenzionate, ad esempio per mezzo di tecnici che vanno a coprire l'estensione dell'orario andando a lavorare dentro l'ospedale. Si pensa anche ad una sperimentazione della modalità organizzativa negli ospedali basata sull'“overbooking”, vale a dire velocizzare l'accesso alle prestazioni includendo pazienti in lista di attesa in quei casi, e non sono pochi, in cui le persone non si presentano pur essendo prenotate in un dato giorno. La presidente Marini ha sottolineato che “i medici di medicina generale al 90 per cento rispettano i Rao (Raggruppamenti di attesa omogenea), che distinguono prestazioni di tipo 'U', da effettuare entro 3 giorni, di tipo 'B' (entro 10 giorni) e di tipo 'D' (entro 30 giorni), mentre gli specialisti, ad esempio l'ortopedico che richiede una Tac, non fanno altrettanto, anche fra quelli convenzionati. Vi sono poi casi, penso alle mammografie, dove si esce anche dai 180 giorni, ma - ha detto - bisogna valutare le varie situazioni: quando non c'è urgenza, oppure la paziente rientra nella fascia di età compresa nello screening, si finisce nella inappropriatezza (l'appropriatezza delle prestazioni è uno dei cardini del Piano sanitario vigente, ndr). Nemmeno il Cup unico regionale riesce a risolvere tutti i problemi, perché non sempre il cittadino accetta la disponibilità anche immediata di un ospedale che non è quello del suo comune di residenza. Quindi, per rendere il sistema più omogeneo – ha concluso la presidente – è stata fissata una riunione con le quattro aziende sanitarie e la predisposizione di un Piano straordinario per abbattere i tempi di attesa che contempli sia gli aspetti relativi alla salute che quelli delle priorità di urgenza che si trovano al di fuori del sistema di Emergenza-urgenza e del Pronto soccorso”.