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Perugia, è nato un comitato in memoria dell'intellettuale Paolo Vinti. La prima assemblea

Giovanni Dozzini
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Il 2020 è un anno di ricorrenze. A Perugia ce ne sarà una più sentita di altre, perché dieci anni fa moriva Paolo Vinti, a lungo punto di riferimento assoluto per la vita culturale e politica cittadina. Intellettuale, poeta, situazionista, visionario, Vinti è stato un uomo di pensiero e di passioni, dall'identità molteplice e in fin dei conti inafferrabile. Nato nel 1960, protagonista nei movimenti studenteschi prima, in quelli sviluppatisi a cavallo del passaggio di secolo poi, naturalmente votato alla causa internazionalista sempre. Figlio di Italo Vinti, partigiano e sindacalista, fratello di Stefano Vinti, peso massimo di Rifondazione Comunista in Umbria, Paolo Vinti ha cominciato a respirare politica nella culla. Paolo Vinti era un raccordo tra mondi vicini e distanti, sapeva parlare ai potenti e ai reietti, con cui condivideva discorsi, bevute, progetti, rare malinconie. Le sue declamazioni nei locali del centro sono un patrimonio comune e popolano l'immaginario collettivo di una parte di città che nel tempo si è sfarinata. Cosmo Rosso, il foglio al ciclostile in cui si affastellavano i suoi componimenti, era un inventario di eteronimi che già da soli ne suggeriscono l'attitudine alla complessità: Paul Beathens, Pablo Vencidos, Paul Gagné, altri Paolo Vinti in altre lingue. Nei giorni scorsi si è costituito un comitato con l'obiettivo di organizzare delle iniziative per ricordare Vinti e coltivarne l'eredità negli ultimi giorni di novembre. Per oggi, 7 febbraio, pomeriggio alle 18 è stata convocata un'assemblea pubblica a Palazzo della Penna: è invitato chiunque volesse essere informato sul progetto o avesse delle idee da proporre.