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Addio a Luciano Gaucci, le inchieste giudiziarie e la vicenda con la ex Elisabetta

(foto LaPresse)

Federico Sciurpa
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Luciano Gaucci, morto all'età di 81 anni a Santo Domingo, è stato implicato in diverse inchieste giudiziarie. Nel 2002 - come ricostruisce l'agenzia Adnkronos, il patron del Perugia viene indagato per truffa aggravata e false comunicazioni sociali nell'ambito dell'inchiesta su esposizioni debitorie e ammanchi milionari nella gestione dell'Ancona Calcio (reati prescritti e accuse cassate nel 2007). Per approfondire leggi anche: Morto Luciano Gaucci, dai successi ai guai Un anno dopo, Gaucci si ritrova ancora indagato insieme ad altre 75 persone dall'allora pm di Potenza Henry John Woodcock. Stavolta viene accusato di far parte di una sorta di cricca del malaffare (l'inchiesta a suo carico viene archiviata). Ed è l'1 febbraio del 2006 quando Gaucci sfugge all'arresto nell'ambito dell'inchiesta sul crac del Perugia calcio e ripara a Santo Domingo. Secondo gli inquirenti, il buco accertato era di circa 100 milioni di euro. Nel febbraio del 2007, la procura di Roma chiede il rinvio a giudizio anche per Gaucci dell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità connesse all'attività della Gea, società che gestiva le procure di numerosi calciatori. In quel caso, però, per Luciano Gaucci prima cade l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza tramite minaccia o violenza, poi arriva il proscioglimento in istruttoria. Nel marzo del 2007, i magistrati chiedono il processo per Gaucci anche per l'inchiesta sul fallimento del Perugia Calcio. In mezzo un'indagine per diffamazione e calunnia nei confronti del presidente di Mediobanca Cesare Geronzi ( Gaucci viene assolto «perché il fatto non costituisce reato»). Nel novembre del 2008, Gaucci, sempre latitante a Santo Domingo, patteggia una pena a tre anni di reclusione per il crac del Perugia. Di Gaucci, infine, si risente parlare per via di Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini ma ex fidanzata del patron del Perugia. Una storia, la loro, finita male. Nel gennaio del 2013 Gaucci rivela che sta scrivendo un libro sulla sua vita. «Ne ho per tutti», dichiarò dopo essere tornato a Santo Domingo. Quando Luciano Gaucci chiamò in causa Elisabetta Tulliani accusandola di averlo raggirato per farsi intestare beni per milioni (accuse sempre smentite dall'ex fidanzata), presentò tramite i suoi avvocati un atto di citazione nel quale si leggeva che «per salva­guardare parzialmente il pro­prio patrimonio, contando sulla solidità del rap­porto di amore e fiducia che allora lo legava alla signorina Tulliani, decideva di mettere al riparo alcuni dei propri ri­sparmi investendoli nell'ac­quisto di svariati quadri di va­lore e anche di beni immobili, affidandoli e intestandoli a Eli­sabetta Tulliani e suoi familia­ri (…), senza minimamen­te pensare all'ipotesi di poter essere, in futuro, fregato dal­la fidanzata». Gaucci dichiarò anche di avere regalato alla sua ex compagna gio­ielli, pietre preziose, brillanti, viaggi, ma Elisabetta Tulliani replicò che quegli acquisti li fece dopo aver vinto al lotto. Quella schedina, però, disse Gaucci, l'aveva giocata lui, per poi cedere alla fidanzata metà vincita, pari a 2,8 miliardi di lire. Anche in questo caso, la versione dell'ex compagna continuò ad essere opposta. Nel lontano 2010, Gaucci dichiarò: «È stata Elisabetta a cominciare la guerra, perché si è permessa di dirmi che aveva vinto lei al Superenalotto, quando invece ho vinto io e lei si è presa metà della vincita. Ha raccontato una grossa bugia, e ora io le chiedo indietro tutte le proprietà che le ho dato: ville, terreni, macchine. Non le voglio per me, le darò al fisco». Tutte le accuse di Gaucci a Elisabetta Tulliani, ovvero le beghe giudiziarie su patrimoni contestati e vincita al Superenalotto, non portarono a nulla. Contro la ex, Gaucci perse su tutta la linea e su tutte le cause.