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Amianto: l'ultima mappatura in Umbria 14 anni fa e non ci sono soldi per una nuova

Patrizia Antolini
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“Un consiglio di indirizzo politico-amministrativo mai convocato dal 2015 e un disavanzo di circa un milione di euro”. E' quanto ha dichiarato il neo direttore generale dell'Arpa, Luca Proietti, nel corso dell'audizione ieri in seconda commissione regionale incentrata sulla riorganizzazione dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale. Una struttura carente dal punto di vista degli organici, anche a livello organizzativo. Le stesse mappature dell'amianto, per le quali la competenza è in stretta collaborazione con le Usl alle quali spetta la tutela della salute pubblica, risalgono ormai al lontano 2006. Quattordici anni fa su input del ministero dell'Ambiente, la Regione Umbria finanziò una mappatura dei siti pubblici a rischio o contaminati da amianto. Successivamente fu la volta dei siti privati, almeno una parte: si trattò infatti di una selezione delle imprese con più di tre addetti. Ne uscì una fotografia interessante ma pur sempre parziale, in parte aggiornata nel 2012 ma mai più ripresa. A distanza di otto anni la necessità di un nuovo censimento, magari utilizzando le più moderne tecnologie come i droni, sarebbe garanzia di completezza ma si impone una enorme disponibilità di risorse e di forze.