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Aeroporto ai privati: l'ultimo dossierinviato all'Enac

Chiesta integrazione dall'Ente di aviazione civile. Mercoledì l'udienza del Tar per il risarcimento danni

Alessandro Antonini
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Che la settimana è quella buona lo dicono da tempo. Assicurano che il decreto è pronto, che manca solo una firma. Nei giorni scorsi Enac e ministero dell'Economia hanno però chiesto alla Sase un'integrazione documentale: mancano ancora dei fogli nel dossier per poter cedere ai privati il pacchetto forte della società che gestisce l'aeroporto dell'Umbria. Trattasi della convenzione per la cosiddetta “concessione ventennale”, croce e delizia del trasporto aereo umbro. Giusto cinque anni fa l'Enac l'aveva quasi concessa, per poi congelare tutto. Non solo a Perugia, in tutta Italia. La società nostrana, la Sase, aveva avviato un'azione legale davanti al Tar con una richiesta di risarcimento danni di oltre dodici milioni di euro (il “buco” che gli enti pubblici hanno dovuto colmare con altrettanti aumenti di capitale per tutti gli anni di mancata concessione): ebbene mercoledì 9 aprile c'è l'udienza dello stesso Tribunale amministrativo regionale che in assenza della firma di cui sopra dovrà giocoforza accogliere il ricorso dell'aeroporto umbro. I prossimi tre giorni sono perciò decisivi. Il testo del decreto è stato già vergato, è in corso la verifica tecnica degli ultimi requisiti, dove appunto è stata richiesta l'integrazione. Lo scorso mese l'iter di approvazione era partito bene, senza alcuna eccezioni preliminari: la richiesta di integrazione infatti non è giunta dai tecnici ministeriali ma dall'Ente nazionale di aviazione civile. La battaglia legale, avviata anche dagli aeroporti di Cuneo e Parma (dove la concessione alla fine è arrivata, ndr), è stata portata avanti senza remore. Anche se non è bastata nemmeno la nomina del commissario ad acta nella persona del ministro dei Trasporti Lupi, circa due mesi fa, per sbloccare l'impasse in tempi celeri.