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Torino, sentenza choc: "L'uso prolungato del cellulare provoca tumori alla testa"

Alfredo Doni
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E' una sentenza destinata a lasciare il segno quella emessa dalla Corte d'Appello di Torino: l'uso prolungato del telefono cellulare può provocare tumori alla testa. I giudici hanno quindi confermato la sentenza di primo  grado emessa nel 2017, sul caso sollevato da un dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico. Nell'estate scorsa un rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea, aveva stabilito che non c'erano collegamenti tra l'aumento di neoplasie e l'uso prolungato del cellulare. La sentenza della Corte d'Appello di Torino condanna l'Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale al lavoratore Roberto Romeo che aveva sollevato la questione. “Siamo di fronte a una sentenza storica, come lo era stata quella di Ivrea, la prima al mondo a confermare il nesso causa-effetto tra il tumore e l'uso del cellulare", hanno detto gli avvocati del dipendete Telecom, Stefano Bertone e Renato Ambrosio. "La nostra è una battaglia di sensibilizzazione. Manca informazione, eppure è una questione che interessa la salute dei cittadini.  Basta usare il cellulare 30 minuti al giorno per otto anni per essere a rischio", hanno aggiunto i due legali. “Sulle scatole dei cellulari bisognerebbe scrivere: se non usato correttamente, nuoce gravemente alla salute. Ecco cosa servirebbe”, ha detto Roberto Romeo dopo aver appreso la notizia della sentenza. “Questo – ha aggiunto – soprattutto perché sono sempre di più i bambini che utilizzano il cellulare.”