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Ciclismo, 60 anni senza "il campionissimo" Fausto Coppi

Mauro Barzagna
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Era il 2 gennaio 1960 quando ad appena 40 anni, a causa della malaria contratta pochi mesi prima in occasione di una corsa a Ouagadougou, nell'Alto Volta (l'attuale Burkina Faso), alla quale aveva preso parte insieme ad altri campioni nell'anniversario dell'indipendenza del giovane paese africano, il ciclismo mondiale perdeva Fausto Coppi. Il campionissimo, nato il 15 settembre 1919 a Castellania, in provincia di Alessandria, fu costretto ad arrendersi a una febbre che venne in un primo momento sottovalutata, mentre dall'altra parte delle Alpi, in Francia, il suo amico Raphael Geminiani riuscì a salvarsi: fini in coma, ma le analisi tempestive consentirono di diagnosticare immediatamente la malaria e di curarla con l'unico rimedio dell'epoca, il chinino. Fausto Coppi, invece, non ce la fece. La moglie di Geminiani avvertì subito in Italia che si trattava di malaria, ma la sua segnalazione venne ignorata e il Campionissimo fu costretto a perdere la corsa della vita. Prima di quel tragico 2 gennaio 1960 aveva dettato legge in lungo e in largo, scrivendo pagine memorabili della storia del ciclismo insieme a Gino Bartali, il rivale di sempre. Per approfondire leggi anche: Fausto Coppi e Gino Bartali ospiti de "Il musichiere" Icona di un'epoca, campione leggendario e protagonista di autentiche imprese, l'Airone vinse cinque volte il Giro d'Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953), due volte il Tour de France (1949 e 1952), cinque il Giro di Lombardia (1946, 1947, 1948, 1949 e 1954), tre Milano-Sanremo (1946, 1948 e 1949), una Parigi-Roubaix, una Freccia Vallone nel 1950, il campionato del mondo 1953 su strada e il campionato del mondo d'inseguimento su pista nel 1947 e nel 1949, oltre a detenere il primato dell'ora (45,798 km) dal 1942 al 1956. Indimenticato un passo della radiocronaca di Mario Ferretti al Giro d'Italia, che contribuì ulteriormente ad affermare la propria leggenda: "Un uomo solo è al comando; la sua maglia è biancoceleste; il suo nome è Fausto Coppi".