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Sciagura in montagna, tre escursionisti morti sul Gran Sasso

Mauro Barzagna
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Tre morti sul Gran Sasso nelle giornate di Natale e Santo Stefano. Nella prima mattinata del 26 dicembre era stato recuperato il corpo dell'escursionista di 46 anni di Roseto degli Abruzzi dispersa dal giorno precedente, dopo che i familiari ne avevano denunciato la scomparsa. A causarne il decesso, con tutta probabilità, il distacco di un costone nevoso nella zona del Corno Grande, verso il quale la donna stava salendo. Ad avvistarla e recuperarla, nel Vallone dei Ginepri, a circa 2.500 metri sul livello del mare, è stato l'equipaggio del 118, partito in elicottero dalla base di Preturo e in volo alle prime luci dell'alba. Il ritrovamento è avvenuto dopo un'intera notte di ricerche, supportate anche dall'elicottero dell'Aeronautica militare, che in volo notturno aveva portato in quota le squadre di tecnici del Soccorso alpino e speleologico Abruzzo. Nella mattinata di Santo Stefano i soccorritori sono dovuti entrare in azione per recuperare i corpi di due scalatori che facevano parte di una cordata di tre persone, impegnate in un'ascesa sul Gran Sasso dopo aver passato la notte al rifugio Franchetti. I tre stavano salendo in vetta sulla Ferrata Ricci quando sono caduti e scivolati a valle. L'allarme è stato lanciato dal terzo componente della comitiva.