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Regina Elisabetta, cosa mangia a Natale: il menù della famiglia reale fra aragoste, dolci e una scelta bio

Federico Sciurpa
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Natale, il giorno della Regina Elisabetta, grande protagonista a Sandringham nella tenuta di Norfolk per queste feste natalizie. Protagonista, Elisabetta II, anche nel seguire il cibo che gli chef devono portare a tavola. Un banchetto, quello di Natale, che vedrà la presenza del Principe Filippo dimesso dall'ospedale alla vigilia mentre mancheranno Harry e Meghan con grande arrabbiatura di Sua Maestà Britannica. Per approfondire leggi anche: La Regina Elisabetta fa sparire dalla scrivania la foto di Harry e Meghan Il menù dei Windsor è legato a piatti tradizionali e si parte nel pranzo di Natale con un antipasto che la sovrana per pranzo vuole con aragosta o gamberetti. Poi il momento dei tacchini arrosto. Vengono portati per intero da uno chef nella sala da pranzo: due i tacchini per la famiglia reale e altri sei vengono preparati per lo staff. Tutti provengono da un macellaio locale. Un dato è certo: secondo i dettami della regina 93enne, menù con ingredienti rigorosamente biologici, acquistati nei supermercati preferiti da Elisabetta II, come il londinese Fortnum & Mason, e da produttori della contea del Norfolk. Si prosegue con cavolini di Bruxelles sono serviti con bacon, patate in purè o arrosto, carote glassate. Le tradizionali pastinache al forno cosparse di parmigiano sono coltivate negli orti del Duchy of Cornwall del principe Carlo. “Stuffing”, la farcitura del tacchino, viene servita anche a parte come altre salse come quella di mirtilli. La certezza è che la regina non ama l'aglio e i sapori troppo piccanti lo chef li evita accuratamente.  Capitolo dolci: mince pie, tortine speziali tipiche del Natale britannico, tronchetto di cioccolata, biscotti “gingerbread”, al pan di zenzero, cioccolattini alla menta che piacciono alla regina. E alle due del pomeriggio  ecco il “Christmas Pudding”, preparato in base a una ricetta antica di centinaia di anni. Vene cosparso di liquore e servito con burro al brandy o panna liquida. Poi il rito prevede che il capocuoco delle cucine di Sandringham faccia il suo ingresso in sala da pranzo per un brindisi a base di whisky.