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La Comunità Incontrocontro la distinzione tra droghe:"Una porcata istituzionale"

Il commento della Comunità di don Pierino Gelmini sulla sentezna della Corte costituzionale che cancella la legge Fini-Giovanardi

Claudio Bianconi
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Una “porcata istituzionale, perchè non esistono droghe leggere e pesanti, la droga è droga e porta alla morte”. Così la Comunità Incontro di don Pierino Gelmini definisce la scelta di ieri della Corte costituzionale che ha bocciato la legge Fini-Giovanardi, quella che equiparava le droghe leggere a quelle pesanti. “Una buona legge - si legge in una nota di Molino Silla di Amelia - annullata dalla Corte Costituzionale per un vizio di forma.Stiamo parlando di una legge ottenuta grazie all'intervento delle Comunità di recupero, dagli operatori, dalle associazioni di volontariato, vale a dire da coloro che il problema della tossicodipendenza lo vivono sulla propria pelle.La bocciatura della Fini-Giovanardi, che segna il ritorno alla legge Jervolino-Vassalli, è una porcata istituzionale, un intervento anomalo che non tiene conto dell'efficacia, dimostrata negli anni, della legge approvata nel 2006”. “Nel ritorno alla precedente legge - prosegue la nota - vengono meno elementi fondamentali, come la depenalizzazione del consumo personale di droga e la cura del tossicodipendente, che è, prima di tutto, una persona da liberare. Se oggi per condanne fino a sei anni era possibile ottenere pene alternative con la possibilità di entrare in Comunità, la vecchia legge prevede che questo sia possibile solo per pene inferiori, ed inevitabilmente si assisterebbe ad un incremento dei tossicodipendenti in carcere, che grazie alla Fini- Giovanardi, come da statistiche del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, era diminuito. E' inammissibile quindi che in un paese civile un cavillo legale sia in gradodi azzerare quanto di prezioso ha fatto la legge”.