Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Natale in Umbria, flop da 500 mila euro per la campagna voluta dalla Regione. Polemiche sulla foto

Jacopo Barbarito
  • a
  • a
  • a

Natale in Umbria, flop della campagna di promozione turistica della Regione costata 500 mila euro. La scena che campeggia nei manifesti e 6x3 affissi nelle stazioni di Roma, Milano e alcune città venete (foto in alto) ricorda più le baite del Trentino che i colli dell'Umbria. La campagna pubblicitaria, scelta dal settore turismo della Regione e partita con l'intento di comunicare le suggestioni che la terra umbra sa suscitare in ogni stagione, non ha avuto il risultato sperato. L'input fatto arrivare ai creativi si è tradotto in un'immagine che mostra un interno ovattato, dominato da legno e cotto, camino acceso, un brindisi fra amici nel calore di un ambiente che, pur essendo un casale di Todi, di primo acchito ricorda troppo una baita alpina. Alla vista del risultato ottenuto e sparato nei 6x3 delle grandi stazioni, nelle home page dei quotidiani nazionali, le critiche non sono tardate ad arrivare e i social hanno amplificato e inevitabilmente rilanciato. Il verdetto parla chiaro: la campagna è bocciata soprattutto dagli umbri che in massa non riconoscono in quello scatto e in quei simboli la loro regione. I responsabili? In netta controtendenza rispetto agli umori, l'ex assessore ternano al turismo, Fabio Paparelli, pubblica nel suo profilo Instagram la foto “incriminata” rivendicando con orgoglio la paternità dell'idea. La campagna, decisa infatti dall'amministrazione precedente, segue un filone iniziato nel 2017 il cui obiettivo posto è quello, come già detto, di rafforzare il brand “Umbria”. Quindi la campagna(fino al 2019) è stata affidata, con gara pubblica, all'agenzia romana The Gate limitatamente alla strategia di pianificazione e ufficio stampa. “Tutto il resto non ci compete” specifica il titolare Vincenzo Tomini Foresti. “Siamo stati chiamati per riportare turisti in Umbria dopo il terremoto e lo abbiamo fatto con risultati importanti in questi tre anni, ma non siamo entrati nelle scelte grafiche della campagna”. Il compito creativo è stato affidato, sempre con gara pubblica, all'agenzia Goood di Latina che ha realizzato in questo caso le immagini di interni, tra queste anche la foto entrata nel vortice delle polemiche e una seconda scattata dentro un locale perugino conosciuto. Infine, all'agenzia perugina Salt & Pepper è spettato il compito di elaborare immagini dal database per creare una galleria di ritratti dell'Umbria in esterni. Il budget, inferiore a quello degli anni precedenti (circa 850 mila nel 2018), quest'anno ha raggiunto la cifra di 500 mila euro per veicolare il messaggio pubblicitario in una gamma dei mezzi di comunicazione a partire dal web e procedere con maxi affissioni nelle zone più centrali, commerciali e prestigiose delle città, in particolare a Roma, Milano e nel Veneto, a cui si aggiungono spot su radio locali e nazionali selezionate sulla base dei numeri di ascolto in relazione alla popolazione target per l'Umbria; presenze sulla stampa; pubblicità dinamica in open bus, con formati maxi retro e integrali, nelle città di Roma, Milano e Torino. La cifra di 500 mila euro per il Natale si inserisce, inoltre, in una programmazione annuale che conta un impegno economico di 1 milione 800 mila euro. Con il 2020 si aprirà la nuova fase di programmazione e si tireranno le somme sui bandi e sulla attività finora svolte. “Correggeremo le cose meno positive e rafforzeremo quelle che hanno funzionato” è stato sottolineato dalla dirigente regionale Antonella Tiranti. Ma ad anticipare un cambiamento di rotta è stata proprio la neo presidente nell'incontro di fine anno che si è svolto ieri a palazzo Donini. Donatella Tesei ha, infatti, annunciato che in futuro saranno adottati “nuovi schemi” per raccontare l'Umbria. Meno trentini. Leggi anche: Natale in Umbria, la mappa dei presepi