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Pedofilia, Papa Francesco abolisce il segreto pontificio

Federico Sciurpa
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Papa Francesco ha abolito il "segreto pontificio" sui casi di abusi sessuali commessi da chierici sui minori. Lo stabilisce il Rescriptum ex audientia pubblicato oggi con cui si promulga un'Istruzione 'Sulla riservatezza delle cause'. Per approfondire leggi anche: Pedofilia, la vittima: basta segreto pontificio, denunciate i fatti All'articolo 1 è scritto che "non sono coperti dal segreto pontificio le denunce, i processi e le decisioni riguardanti i delitti" in materia di abusi su minori, di cui nel Motu proprio 'Vos estis lux mundi' e nelle norme 'de gravioribus delictis' (vale a dire: i casi di violenza e di atti sessuali compiuti sotto minaccia o abuso di autorità; i casi di abuso sui minori e su persone vulnerabili; i casi di pedopornografia; i casi di mancata denuncia e copertura degli abusatori da parte dei vescovi e dei superiori generali degli istituti religiosi). Inoltre, l'esclusione del segreto pontificio sussiste anche quando tali delitti siano stati commessi in concorso con altri delitti. L'articolo 3 specifica che "nelle cause di cui al punto 1, le informazioni sono trattate in modo da garantirne la sicurezza, l'integrità e la riservatezza ai sensi dei canoni 471, 2 CIC e 244 o2, 2 CCEO, al fine di tutelare la buona fama, l'immagine e la sfera privata di tutte le persone coinvolte". Il segreto d'ufficio non osta all'adempimento degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali, compresi gli eventuali obblighi di segnalazione, nonché all'esecuzione delle richieste esecutive delle autorità giudiziarie civili. Infine, a chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa. Papa Francesco ha stabilito che il reato di pedopornografia sussiste fino a quando i soggetti ripresi nelle immagini hanno l'età di 18 anni, e non solo 14 com'era finora.