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Viterbo, precipita da finestra dell'ospedale: muore Malaguti, uno dei più grandi chitarristi jazz

Federico Sciurpa
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E' morto precipitando dal quarto piano dell'ospedale di Viterbo. Lanfranco Malaguti, era uno dei più quotati chitarristi jazz italiani. E' caduto la sera del 9 dicembre, dal quarto piano dell'ospedale di Belcolle a Viterbo. Aveva 70 anni. Si trovava a Viterbo per il ricovero del figlio. Il suo corpo è stato trovato in un cortiletto interno dell'ospedale, ormai privo di vita. Sulla dinamica del decesso sono in corso accertamenti. È stato professore di matematica alle scuole medie di Fontanelle in provincia di Treviso, dove ha vissuto tra il 1978 e il 2011. Nel 2016 il Comune di Fontanelle gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Nato Roma il 29 marzo 1949, Malaguti entrò nel giro dei musicisti che faceva capo a Bruno Cesselli, nel centro pordenonese di Azzano Decimo. Con lui, e altri, formò un quintetto e incise il primo disco, di inediti, nel 1984. Negli anni immediatamente successivi, ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive in Italia, Brasile e Slovenia. Ha composto alcune sigle televisive per la Rai. Ha partecipato a numerose rassegne e festival jazz e in particolare nel 1989, al Festival Internazionale al teatro Ciak di Milano. Nel 1989, con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, ha inciso «Something», il suo disco più noto contenente esclusivamente cover dei Beatles. Sempre nel 1989 vinse il premio «Top Jazz» come miglior nuovo talento. Del 1991 è «Azzurro» raccolta di brani di Celentano, Modugno, Morricone, Trovajoli, Conte, Tenco, Endrigo, e Gino Paoli. Del 2000 è invece «Parole, parole...» dove si misura con pezzi, tra gli altri, di Mina, Pino Daniele, Fabio Concato, Zucchero.