Ricordati i Quaranta Martiri

Ricordati i Quaranta Martiri

“Guardare a un mondo migliore ma senza dimenticare”. Il presidente dell’associazione Famiglie 40 Martiri Marcello Rogari ha aperto così le celebrazioni al mausoleo per ricordare le vittime della strage nazifascista del 22 giugno 1944.

22.06.2013 - 14:19

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“Guardare a un mondo migliore ma senza dimenticare”. Il presidente dell’associazione Famiglie 40 Martiri Marcello Rogari ha aperto così le celebrazioni al mausoleo per ricordare le vittime della strage nazifascista del 22 giugno 1944. Sono passati 69 anni da quella tragica mattina: “A distanza di tanti anni – ha detto Rogari – mantenere viva la memoria resta ancora l’ultimo baluardo per evitare che altri fatti di violenza possano ripetersi. Abbiamo il dovere di promuovere la cultura della pace nelle nuove generazioni”. Clima di commozione nella mattinata di ieri dove non è potuto essere presente Michele Silicani, il sindaco di Sant’Anna di Stazzema, città conosciuta storicamente per essere stato luogo di un massacro durante la seconda guerra mondiale. Silicani è rimasto a fianco della propria gente il giorno dopo il sisma che ha colpito la Lunigiana. Ma attraverso una nota letta dal presidente Rogari ha ribadito la vicinanza dei due Comuni nel percorso di pace. Ieri è stata la prima volta in uscita ufficiale del commissario del Comune Maria Luisa D’Alessandro presente già di primissimo mattino alla messa delle 6,30 al mausoleo celebrata dal vescovo Ceccobelli, l’ora in cui 69 anni fa ci fu l’eccidio: “Abbraccio idealmente tutti i familiari delle vittime – ha detto la D’Alessandro - non c’è violenza peggiore di quella dell’uomo sull’uomo, non si riesce proprio a metabolizzarla, è contro ogni dignità. Il messaggio dei quaranta martiri non può essere dimenticato”. Sono intervenuti anche l’assessore regionale Riommi che ha ricordato come il nostro quotidiano viene da quel sacrificio e l’assessore provinciale De Marinis, visibilmente commosso, che ha sottolineato come i martiri facciano parte di una storia che è diventata simbolo della nostra Costituzione. In chiusura la lettura dei nomi delle quaranta vittime prima della messa officiata dal vescovo emerito Bottaccioli. In precedenza la deposizione delle corone d’alloro in piazza Quaranta Martiri sul monumento ai caduti della prima guerra mondiale, in via del teatro romano sul monumento ai caduti della seconda guerra mondiale e all’edificio scolastico, dove le vittime trascorsero le ultime ore prima di essere fucilati. Presenti tra gli altri, i consiglieri regionali Goracci e Smacchi, il consigliere provinciale Baldelli, alcuni sindaci della fascia, ex assessori e consiglieri del Comune.

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