Belardi: "Turismo, siamo tra gli ultimi in Umbria"

I flussi turistici del  comprensorio eugubino, per l’anno 2012, resi noti in questi giorni, confermano la debacle del turismo a Gubbio che il sottoscritto aveva preannunciato, nel suo intervento, durante il recente  Consiglio Comunale aperto.

13.04.2013 - 17:40

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I flussi turistici del  comprensorio eugubino, per l’anno 2012, resi noti in questi giorni, confermano la debacle del turismo a Gubbio che il sottoscritto aveva preannunciato, nel suo intervento, durante il recente  Consiglio Comunale aperto. Nel passato, con dati alla mano, ha denunciato spesso la cronica crisi del turismo nel comprensorio eugubino che, nella graduatoria dei 12 comprensori dell’Umbria, ha sempre  oscillato  tra la settima e l’ottava posizione, ma nel 2012 si è  toccato veramente  il fondo. Il  comprensorio eugubino ha fatto registrare un calo del - 2,49% per gli arrivi e addirittura un - 4, 64% per le presenze. La crisi, che influisce molto negativamente sul turismo, è generale, ma quasi tutti gli altri comprensori, anche con risorse molto minori risorse del nostro,  hanno fatto molto meglio. In testa la sorprendente Alta Valle del Tevere, con  + 5,4%,arrivi e addirittura +9, 6,3% presenze, a seguire tutti gli altri: Spoletino, arrivi +4,21%, presenze +3,20%; Orvietano, arrivi + 0,95%, presenze +1,67%; Tuderte, arrivi + 5,54%,  presenze -2,33%; Valnerina, arrivi – o,43,presenze– 0,48%; Ternano arrivi -2,92%, , presenze -2,05 %; Perugino, arrivi stabili, – 4,47% presenze; Trasimeno, -1,43% arrivi, presenze- 5,37 % presenze; Assisi, arrivi- 4,95% arrivi-, presenze – 1,32 % p; Amerino, presenze +0,54%, presenze -6,19%. Con qualche sorpresa soltanto Il Folignate ha avuto una  performance con -2,65% arrivi, -10,82% presenze. Il comprensorio eugubino, pertanto, nella graduatoria dei 12 comprensori andrebbe  inserito al nono, o decimo, o undicesimo posto decida il lettore del presente documento. In ogni caso  uno sfacelo. Se si prendono in considerazione poi i dati comunali si vede che il Comune di Gubbio, nel 2012 , ha visto diminuire, rispetto al 2011, sia le presenze  in termini assoluti,  di ben 16.226 unità, sia gli arrivi di 3.707unità . Gualdo Tadino ha visto, invece, aumentare  gli arrivi  + di 814 unità e le presenze + 3.269 unità. Addirittura anche il Comune di Valfabbrica ha visto aumentare, anche se di pochissime unità, sia gli arrivi di 106 unità, sia le presenze di  142 unità. Va ricordato che il Turismo per Gubbio, in presenza di un settore secondario gracile e in forte crisi,  non è un optional, ma una risorsa vitale, per cui non possiamo essere indifferenti a dati disastrosi, come quelli sopra riportati, perché il turismo costituisce il settore strategico, il volano della nostra economia, un settore che, come è noto,  produce effetti positivi in senso orizzontale, dagli alberghi ai ristoranti, all’artigianato, dagli esercizi commerciali alla prestazione di servizi. Tenuto conto delle enormi risorse di cui dispone il nostro territorio, Gubbio meriterebbe di figurare ai primissimi posti. E allora perché questo non avviene? A mio avviso, questo è il nocciolo della questione e su questo va fatto un serio dibattito. C’è chi dice che il successo di Città di Castello sia  dovuto al fatto che vengono organizzati molti e prestigiosi eventi. Per essere competitivi non basta organizzare eventi, ma essi debbono essere, come si suol dire, emozionali. Natale a Gubbio ed altri eventi nel 2012 sono stati emozionali, attirando consistenti presenze  e arrivi ? la Mostra sui dinosauri sì che è stata  emozionale, riportando 90.000-100.000 visitatori. Si dice anche che occorre saper vendere. Sembrerebbe che a Città di Castello si faccia un buon incoming, attraverso una agenzia turistica che predispone pacchetti turistici di uno a più giorni, con offerte promozionali. A Gubbio esiste l’incoming ? Sappiamo vendere l’albero più grande del mondo, il tartufo ed altro? Sappiamo allungare la stagione turistica in alcuni mesi dell’anno? Ma poi sappiamo utilizzare e mantenere prestigiosi Plus che abbiamo, cogliere al volo le occasioni opportune che ci si presentano? Qualche esempio.  Avevamo l’Associazione Terra Mater, un fiore all’occhiello, che ha promosso varie iniziative, tra le quali la più prestigiosa l’elaborazione, insieme ad altre associazione, di  un documento molto importante, che ha preso il nome di Carta di Gubbio 82, molto conosciuto. Il Pontfice Giovanni Paolo II, durante l’incontro domenicale del 3 ottobre 1982, ha  epresso parole di aprezzanmento sulla “Carta di Gubbio 1982”, esortando ad abbandonare forme sconsiderate di dominio nei confronti di tutte le creature e a seguire l’esempio di San Francesco, che offre una straordinaria testimonianza di amore a Dio e a tutte le creature. Ebbene questa associazione è scomparsa, non ha preso più iniziative,l’idea è stata  presa da Assisi che ha costituito un’analoga associazione, facendo un’ottima traduzione, chiamandola Madre Terra, che fa quasi le stesse cose di Terra Mater. La LUMSA, una grandissima opportunità di contaminazione culturale per la città, con il campus che avrebbe garantito  la presenza a Gubbio di molti studenti e professori e di altre persone con l’organizzazione di convegni, ce la siamo fatta scappare e  l’ha presa Palermo.  Come ho spesso ricordato, Santiago de Compostela vive soprattutto con i 30.000 studenti del Campus e il turismo religioso.  Don Matteo si  è  trasferito e ha preso la via per  Spoleto. Gualdo Tadino ha visto finanziare  il  Progetto di un Museo e Centro Documentazione Antichi Umbri, per un importo di 236.000 euro, attraverso i Fondi Fas, sì i fondi fas tante volte dal sottoscritto invocati, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, nel quale verranno conservati i reperti di un villaggio collocato, sopra la Vaccara, ritrovati a partire dalle 1930. Ma le sette tavole eugubine, conosciute in tutto il mondo, una testimonianza preziosissima, un fiore all’occhiello per Gubbio, dove opera l’IRDAU, non erano e non sono degne di essere conservate in un prestigioso museo, come tante volte è stato proposto da tanti cittadini, compreso il sottoscritto, che ha indicato come sede l’ex ospedale di Gubbio? Altra occasione perduta il Quadro strategico per la valorizzazione del centro storico. Gubbio ,nel 2008, figurava nell’elenco dei 22 Comuni dell’Umbria invitati a presentare domanda alla Regione dell’Umbria per la redazione dei QVS, dato che le disponibilità finanziarie consentivano il cofinanziamento di soltanto 9 programmi. Ebbene, L’A. C. di Gubbio non ha fatto domanda e quindi niente soldi, niente QVS. Ci teniamo certe strade del Centro Storico, neanche da  terzo, ma da quarto mondo. Invece 6 Comuni hanno predisposto i propri QSV: Acquasparta, Massa Martana, Sangemini, Orvieto e Bevagna. 10 Comuni hanno avviato la redazione del QSV:  Gualdo Tadino, Bevagna, Perugia, Terni, Spello, Narni, Todi, Foligno, San Giustino, Città di Castello. Ma è possibile che il Comune di Gubbio, uno dei più belli dell’Umbria e non solo,  sia all’anno 0? Il QSV è uno strumento molto importante  che non si limita alla regolamentazione del traffico, ma è molto di più e comprende una serie di interventi, come arredo urbano, rete dei percorsi pedonali e ciclabili, tutela della qualità storica, ambientale, architettonica, eventi e manifestazioni, Marcketing territoriale, uso di contenitori prestigiosi, si pensi al locale, dove si  trova  l’Archivio comunale, peraltro privo di servizi igienici, che andrebbe spostato in luogo idoneo, in modo che la sala magnifica, una volta risistemata, potrebbe diventare un bellissimo contenitore per incontri, museo, esposizioni o altro. Nel passato è stata fatta la proposta di inerire Gubbio nei siti dell’Unesco. Una bella proposta che non è stata portata avanti con determinazione dalle Amministrazioni del Passato. Oggi è stata ripresa, ma  sembrerebbe  anacronistica, dato che l’Unesco privilegia siti fuori dell’Europa, dove sono troppi. E poi con che faccia presentiamo Centro Storico di Gubbio che ha strade indecenti, a differenza di tanti altri centri storici e contiene ecomostro n.1 (parcheggio di san Pietro), propone ecomostro 2 (ex ospedale opera,  di Carlo  Murena, discepolo prediletto del Vanvitelli e del conte Berardi e forse ecomostro 3 ( Palazzo delle Orfanelle del Valadier) . Altri esempi di omissioni si possono fare.

 Il Pianpo di sviluppo  !994-1997  indicava l’Area Vasta che poi si è realizzata con La terra del Duca, all’inizio degli anni Novanta del secolo XX, che comprende  Gubbio, Urbino, Pesaro e Senigallia, un’idea soprattutto di alcuni eugubini.  Perché negli ultimi tempi non c’è stata la partecipazione del Comune di Gubbio nelle scelte di politica turistica e si è sempre stati succubi delle decisioni  prese dal Comune di Senigallia, per la verità un’Amministrazione Comunale  molto brava?  Altro esempio.  L’ Itinerario la Strada europea della pace Lubecca- Roma, per la quale è stato chiesto al Consiglio d’Europa il riconoscimento di itinerario culturale europeo, al pari della via Francigena e del Camino de Santiago. Si tratta di un progetto di grande rilevanza che, nonostante sia nato a Gubbio, viene portato avanti in questo momento soltanto dai Comuni marchigiani, in particolare da quello di Cagli. E’ stato presentato a Strasburgo una prima volta, dovrà essere presentato una seconda volta, apportate  delle integrazioni. Ebbene il Comune di Gubbio, nel passato e l’attuale Amministrazione Comunale  non hanno mai partecipato alle riunioni del consiglio direttivo, di cui il Comune di Gubbio fa parte, né a quelle dell’assemblea. Eppure questo progetto metterebbe in rete per la parte italiana città prestigiose, come Urbino, Cagli, Gubbio, Perugia,  Assisi, Spello e Foligno, città con una grandissima attrattività. Faciliterebbe, inoltre, i collegamenti Gubbio- Assisi, per lo sviluppo del turismo religioso.  Il Distretto culturale dell’Appennino umbro-marchigiano, altra idea di eugub ini, nato nel 2009, del quale vice presidente è un rappresentante del Comune di Gubbio, tra poco, per il criterio dell’alternanza,  di esso sarà presidente il Sindaco di Gubbio . Durante la sua vita,  il Distretto ha dato segni di stasi completa, sembrerebbe che abbia dato qualche segno di vita, con qualche proposta messa in partecipazione, soltanto negli ultimissimi  tempi.  Gubbio si accinge a questa avventura con quali proposte? con quali programmi?  

Per  altre  proposte, relative al turismo, il sottoscritto rinvia ai tanti documenti elaborati, con l’augurio che nel prossimo convegno di lunedì, organizzato dalla Confcommercio di Gubbio, che ha un’antica tradizione fin dai tempi del presidente  Giorgetti, ai quali il sottoscritto ha sempre partecipato, scaturiscano interessanti proposte per un nuovo modello di sviluppo, tante volte dal sottoscritto  invocato. Ritengo che un prossimo consiglio comunale, anche aperto, prendendo atto della gravissima difficoltà in cui sversa  il turismo a Gubbio in questo momento, dovrebbe trattare il tema della politica turistica, per individuare una serie di interventi, in presenza di una drammatica crisi che mette a dura prova i cittadini di Gubbio.   

Prof. Giambaldo Belardi    

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