Camuzzi: "Difesa delle fasce deboli"

Emiliano Camuzzi

Regionali

Camuzzi: "Difesa delle fasce deboli"

29.09.2019 - 22:48

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Avanti con la sanità pubblica, sì alle infrastrutture veramente necessarie e nuovo sprint alla ricostruzione.

Emiliano Camuzzi, esponente di Potere al popolo, si gioca la sua candidatura alla presidenza della Regione scommettendo su questi e altri punti principali.
Perché ha deciso di candidarti alla presidenza della Regione?
“Ho deciso di candidarmi perché in questa fase politica tutta l’Italia guarda l’Umbria, la prima regione al voto dopo la formazione del nuovo governo. Come dirigente nazionale di Potere al popolo ho avvertito la necessità e la responsabilità di stare in campo”.
Quali sono le problematiche più urgenti dell’Umbria?
“L’Umbria di urgenze ne ha più di una, a partire dalla situazione drammatica della ricostruzione post terremoto, nonostante le promesse dei vari governi nazionali e locali , dei commissari che si sono succeduti. Non si può dimenticare la sanità, la cui mala gestione e le vicende giudiziarie relative portano a questo voto anticipato. La perdita di posti di lavoro e reddito che dentro la crisi ha colpito le fascie più deboli e allargato la forbice sociale; poi penso alle criticità ambientali che riguardano in particolare la mia città ed il territorio di Terni”.
Che risultato pensate di raggiungere come partito?
“Quando uno si candida lo fa per vincere. Realisticamente, abbiamo come riferimento il dato delle politiche 2018 e delle comunali a Terni, che puntiamo a consolidare. Faccio presente che non siamo potuti essere alle Europee, dove una legge antidemocratica impone un numero spropositato di firme, anche nelle piccole regioni, per potersi presentare. Oppure devi ricorrere a stratagemmi e farti ‘prestare’ il simbolo da altri, ma non rientra nei nostri metodi”.
C’è bisogno di sinistra in questa Regione?
“Il termine sinistra è alquanto inflazionato. Cosa è sinistra? La gente quando dici sinistra pensa al Pd e cespugli o affini, pensa a chi, anche in Umbria, ha tradito le istanze del blocco sociale, ha declinato a livello locale i diktat neoliberisti e politiche sostanzialmente di destra; dici sinistra e gli umbri pensano a chi truccava i concorsi della sanità ed ha consegnato i voti dei lavoratori e delle classi subalterne alle destre. Noi diciamo che va ricostruito il blocco sociale di riferimento, che c'è una lotta tra chi subisce la crisi e chi la determina, chi dentro la crisi si arricchisce e chi si impoverisce”.
Quali sono le vostre idee per sanità e infrastrutture?
“L’indagine che ha coinvolto i vertici della sanità umbra e della vecchia giunta conferma un sistema di clientele e consorterie che abbiamo sempre denunciato, una sanità regionale usata come bancomat elettorale dai partiti , su cui hanno messo le mani i privati e la massoneria per saziare i loro appetiti. A tutto ciò noi contrapponiamo una proposta di controllo popolare della sanità, che superi il modello aziendale imposto dalle politiche neoliberiste, che riaffermi la centralità della sanità pubblica. Infrastrutture: a me sta molto a cuore il completamento della superstrada Terni Rieti, bloccata da tempo, proprio a pochi km da dove vivo. In generale siamo per quelle infrastrutture necessarie alla mobilità dei cittadini, per il potenziamento del trasporto pubblico locale, contro le grandi opere inutili, tipo la E45 autostrada”.
Per quanto riguarda la ricostruzione quali richieste farebbe al governo?
“La situazione della ricostruzione è allucinante, sono cambiati tre governi ma le popolazioni sono abbandonate. Le nostre parole d’ordine sono partecipazione e controllo popolare, si riparte da lì, dalle assemblee nei luoghi del sisma, si ascoltano le persone che aspettano da tre anni”.

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