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Meloni (FdI): "Per noi c'è Squarta, ma nessun veto su Tesei"

Alfredo Doni
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Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ha proposto ai suoi alleati il nome di Marco Squarta come candidato alla presidenza regionale per le prossime elezioni in Umbria. Presidente, Fratelli d'Italia avanza, quindi, un suo nome. Ma il resto del centrodestra, in Umbria, ha già altri candidati. Matteo Salvini ha ufficializzato l'investitura di Donatella Tesei. Mentre Mara Carfagna, a nome di Forza Italia, spinge per Roberto Morroni. Pensa che Marco Squarta abbia una marcia in più degli altri? “Marco è il portavoce del centrodestra in Umbria. E' giovane, ma a dispetto dei suoi quarant'anni si occupa di politica sin dai tempi delle scuole ,perciò è molto preparato e conosce molto bene le questioni dell'Umbria. Posso garantire sulla sua preparazione, lo conosco da vent'anni e conosco il suo impegno, la passione e la dedizione con la quale affronta il suo ruolo politico”. Significa, quindi, che Fratelli d'Italia andrà per la sua strada? “No. Il centrodestra nelle prossime elezioni andrà unito. Marco Squarta è il candidato che abbiamo proposto ai nostri alleati, anche perché lavora da sempre in Umbria e in questi ultimi anni non ha fatto altro che impegnarsi per migliorare, anche dall'opposizione, la realtà umbra. Si è dato molto da fare nel sociale con iniziative nobili per cui vale la pena esercitare questo ruolo. Il nome finale del candidato alla presidenza sarà, comunque ,il frutto di una concertazione con la Lega che vanta percentuali più alte rispetto a Fratelli d'Italia in termini di consenso elettorale. E posso dire che sul nome di Donatella Tesei di certo non mettiamo veti. Squarta, comunque vada, nel prossimo esecutivo rivestirà un ruolo centrale mettendo a disposizione la propria competenza, il proprio bagaglio di esperienze e la grande voglia di fare”. Quale obiettivo e quale risultato si aspetta in Umbria? “Mi piace ricordare l'importanza avuta da Fratelli d'Italia nelle ultime elezioni in Umbria: siamo in crescita dappertutto. In Umbria perfino di più rispetto ad altre regioni come dimostrano le percentuali. Questo è possibile grazie all'impegno quotidiano di una classe dirigente di primo livello, compreso Squarta, che con passione porta avanti le battaglie di Fratelli d'Italia ma soprattutto di buon senso, dal sostegno ai disabili e al miglioramento dei servizi per i malati fino a idee nuove su trasporti, digitalizzazione e lavoro. Il nostro impegno è finalizzato a rispondere alle esigenze dei cittadini, con i quali parliamo e ci confrontiamo ogni giorno su questioni pratiche, diversamente da chi ormai parla solo di massimi sistemi nei salotti e ha smesso di raccogliere consensi perché il solco tra loro e i cittadini è diventato troppo evidente. Il contributo di FdI per l'Umbria è emerso con forza alle ultime europee, divenendo la seconda forza della coalizione, e alle amministrative è andata in doppia cifra in molti Comuni, primo fra tutti Perugia dove ha sfiorato il 13 per cento, forza che ha contribuito in maniera determinante alla vittoria schiacciante di Andrea Romizi. L'aspetto più importante è cambiare rotta, su questa linea, anche in Umbria, la scelta del candidato non sarà terreno di scontro con i nostri alleati perché, come detto, viaggeremo uniti verso l'obiettivo. In Umbria i problemi sono sotto gli occhi di tutti (dagli indici di disoccupazione alle percentuali di povertà) e c'è bisogno di freschezza. Potremmo parlare delle carenze infrastrutturali, dell'isolamento provocato dall'inadeguatezza dei trasporti, dalle poco edificanti questioni sulla sanità che continuano a riempire le pagine dei giornali”. In questi giorni qualcuno ha ventilato l'ipotesi di un rinvio al prossimo anno delle elezioni regionali umbre... “E' letteralmente impensabile soltanto azzardare il posticipo, come intimamente spera una larga fetta di sinistra che con la nuova presidenza avrà un numero molto risicato di poltrone rispetto ad ora. L'Umbria, dopo mezzo secolo di governo rosso, ha bisogno di cambiare, subito, per poter voltare pagina, migliorare e finalmente cambiare passo”. Sergio Casagrande