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Ingegneri in campo per il bene comune

Marina Rosati
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“Uscire dall'emergenza e progettare il futuro delle nostre popolazioni”. E' questo l'invito che il presidente dell'Ordine degli ingegneri di Perugia Roberto Baliani rivolge ai colleghi in arrivo da tutta Italia in occasione del 62esimo congresso nazionale dell'Ordine che si svolgerà da mercoledì a venerdì al teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli. Per la prima volta in un'Umbria, reduce dai danni diretti e indiretti del sisma, i professionisti dell'ingegneria nazionale si metteranno a tavolino per confrontarsi in maniera pragmatica sui rischi del nostro ambiente prendendo in esame le diverse sfumature. “L'obiettivo è quello di parlare di un futuro - spiega il presidente - che sappiamo comprenderà, sicuramente, altri terremoti i cui effetti negativi possono, però, essere contenuti da un'attenta politica di prevenzione che intervenga in modo mirato sull'urbanistica e sull'edilizia dei territori a rischio. In questo gli ingegneri devono avere un ruolo fondamentale non solo tecnico ma anche d'indirizzo e di stimolo per la politica”. Soprattutto ora che anche la crisi ha toccato questa categoria, una categoria a cui, secondo Baliani, manca il “giusto risalto mediatico. La politica, infatti, mentre in ‘privato' invoca la nostra collaborazione, in ‘pubblico' tende ad appropriarsi dei nostri meriti lasciandoci in ombra, anzi, spesso scaricando su noi professionisti le inefficienze del sistema”. Ma per ridare il giusto merito a chi, anche nella situazione del terremoto, ha dimostrato grande competenza e senso di responsabilità bisogna innanzi tutto “mettere da parte gli individualismi e prendere coscienza che solo agendo come categoria, compatta e unita, possiamo avere la possibilità d'incidere sulle scelte politiche e questo vale anche nei rapporti con le altre categorie professionali. Il secondo aspetto - dichiara Baliani - riguarda la necessità di prendere coscienza che dobbiamo migliorare la nostra capacità di comunicare; viviamo infatti in una società dove se non sei ‘visibile' non esisti”. Ma qual è il nuovo ruolo che dovrà svolgere l'ingegnere nella società del rischio e dell'incertezza secondo Baliani?! “E' chiaro che il ruolo dell'ingegnere non può limitarsi a quello meramente esecutivo ma deve soprattutto essere, per competenza tecnica e conoscenza dei processi, di guida e di indirizzo delle scelte politiche”. Scelte che non possono prescindere anche dall'andamento tecnologico e innovativo del sistema. Ecco perché nei primi due giorni gli argomenti trattati “saranno approfonditi da tavoli tematici costituiti da pochi qualificati partecipanti. I congressisti, tramite un'app appositamente predisposta, potranno intervenire ponendo le loro domande che saranno poste dal moderatore ai relatori. La trattazione quindi si svilupperà in maniera interattiva. L'ultimo giorno sarà invece dedicato alla discussione diretta dei temi congressuali e alla preparazione e votazione della mozione finale che sancirà la posizione della categoria sull'argomento”. L'auspicio del presidente Baliani da questo punto di vista è chiaro: “mi piacerebbe che, dopo un acceso dibattito molto partecipato, ci riuscisse di trovare un'ampia convergenza su una mozione efficace e semplice da comunicare, che possa testimoniare, alla società tutta, la posizione chiara ed attuabile, sul tema del rischio, di tutti gli ingegneri che, se uniti, saranno ancora più credibili”.