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Lo scherzo costa caro: due ragazzini chiamano la polizia e inneggiano alla jihad

Andrea Niccolini
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Una bravata di due ragazzini ha attivato ad Assisi le verifiche antiterrorismo conclusesi, in pochissimo tempo, con la individuazione degli autori e la loro denuncia. Erano le 12.30 di qualche giorno fa quando è giunta al 113 di Assisi una chiamata che in arabo evocava generiche minacce di matrice jihadista. Sono stati immediatamente rafforzati i dispositivi di sicurezza presso i siti sensibili ed si è intensificata l' attività di controllo e perlustrazione del territorio. Chiarito che la telefonata era stata effettuata da un apparecchio pubblico di Santa Maria degli Angeli, estrapolando le immagini dal sistema di videosorveglianza urbana dell'area, recentemente potenziato, sono stati individuati i due ragazzi che, una volta scesi da un autobus di linea che li riportava a casa dalla scuola, si avvicinavano alla cabina telefonica ed effettuavano la chiamata per poi allontanarsi subito dopo. Nel giro di pochissimo tempo dare un nome e cognome ai due giovani ripresi dalla telecamere: due giovanissimi di Assisi, un 13enne e un 14enne, entrambi cittadini italiani ma di origine magrebina, da tempo residenti in zona. Rintracciati dai poliziotti, i due ragazzi hanno dichiarato di aver voluto semplicemente fare uno scherzo, inconsapevoli dell'allarme che avevano  procurato. Gli agenti hanno comunque avviato ulteriori verifiche che sinora non hanno portato a riscontri su ulteriori progetti; per i due adolescenti è scattata la denuncia al Tribunale per Minorenni per il reato di procurato allarme.