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La prima volta di Petrucci: "Ho vinto nel miglior posto del mondo" - IL VIDEO

Danilo Petrucci dopo il successo al Mugello

Nicola Uras
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Nel giorno dei festeggiamenti del 2 giugno un pizzico di tricolore sventola anche al Mugello. È indimenticabile la prima volta di Danilo Petrucci in MotoGp. Il pilota ternano si prende il Gran Premio d'Italia al termine di una battaglia tiratissima con Marc Marquez e con il compagno-fratello Andrea Dovizioso. Il popolo giallo, accorso in massa in Toscana per ammirare un Valentino Rossi uscito di scena troppo presto (caduta e ritiro nel nono giro) a chiudere un weekend da dimenticare, si gode una Ducati che si conferma padrona assoluta sul tracciato italiano, dove detta legge per il terzo anno consecutivo. Questa volta però a far centro è il 28enne di Terni, che dopo 124 gare nella classe regina si toglie lo sfizio di vincere per la prima volta nel giardino di casa. «È incredibile, ho vinto nel miglior posto del mondo e davanti ai miei tifosi - ha raccontato a caldo un estasiato Petrucci - È stata una gara fantastica, non riesco neanche a descrivere le sensazioni che provo in questo momento».  LA VITTORIA Nella lunga e doverosa lista dei ringraziamenti speciali occupa un posto speciale proprio il compagno di squadra. «Mi è dispiaciuto molto nell'ultimo giro fare quell'infilata ad Andrea, metà di questa vittoria è per lui, mi ha trattato come un fratello quest'inverno», ha sottolineato Petrux, che si è scrollato di dosso le pressioni dovute a un avvio di stagione complicato anche grazie al supporto del forlivese. Che ha incassato il colpo con stile, perché proprio un ingresso in curva del compagno troppo aggressivo nel palpitante giro finale lo ha costretto a tirare il freno per evitare una possibile collisione con Marquez, appena sfiorato, e accontentarsi di un terzo posto che non lo rende proprio felice. «Sono contento per lui e se lo merita, ha sofferto tanto nella sua carriera. Però alla fine oggi abbiamo perso punti e non va bene», il pensiero in sintesi di Dovizioso, che vede il suo rivale per il titolo allungare ancora in classifica iridata, da +8 a +12, in una tappa del motomondiale che potenzialmente vedeva favorita la Ducati. «Peccato per i punti però in gara siamo stati veramente bravi. Il weekend è stato difficile ma in gara c'eravamo - ha proseguito - È un'altra prova di forza nostra ma anche di Marc». LA GIOIA DEL FAN CLUB Scattato dalla pole position e a lungo stretto nella morsa delle due Ducati, il fuoriclasse di Cervera lascia l'Italia con un buon bottino. Anche perché il ritiro di Valentino Rossi e il quarto posto di Alex Rins restringono a due, lui e Dovizioso, la lotta per la corona. «Sapevamo che sarebbe stata una giornata in cui ci saremmo dovuti difendere e lo abbiamo fatto nella maniera migliore», ha sottolineato un Marquez in versione ragioniere. «Venti punti al Mugello è come una vittoria, su questa pista faccio fatica anche io - ha ammesso - Abbiamo cambiato tanto la moto e non abbiamo trovato quel feeling come a Jerez o Le Mans. L'obiettivo era stare davanti a Dovi e l'abbiamo fatto». In chiusura però è arrivata una stilettata al collega di box Jorge Lorenzo, ancora lontano dai migliori e solo tredicesimo al traguardo. «Ha chiesto alla Honda una moto più facile da guidare per tutti? Lui non ha provato la 2015 o 2016, quella era una moto difficile - l'affondo di Marquez - Per chiedere le cose devi essere davanti». Esce con le ossa rotte dal suo Mugello (dove detiene ancora il record di vittorie, nove) infine Valentino Rossi. «Ci aspettavamo di essere più competitivi - l'amara resa del pilota della Yamaha - Ero sempre molto lento. È la brutta fine di un weekend difficile, soprattutto perché era al Mugello».  SUCCESSO STORICO