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Scatta il Giro d'Italia, duello Nibali-Quintana. Ma ci sono due casi di doping

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Nicola Uras
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Da un lato lo 'Squalo dello Stretto', a caccia del terzo trionfo per eguagliare Bernard Hinault, dall'altro il 'Condor' di Combita, che dopo la vittoria nel 2014 vuole lasciare il segno anche nell'ambita edizione del centenario. Il Giro d'Italia che scatterà domani da Alghero si preannuncia come un testa a testa tra Vincenzo Nibali e Nairo Quintana, che hanno già dato spettacolo negli ultimi anni sulle strada della Corsa Rosa. Sono tanti però i corridori, più o meno giovani, pronti a inserirsi nella lotta per il Trofeo 'Senza Fine'. Il capitano del team Bahrain-Merida ha segnato il Giro numero 100 come appuntamento principale della stagione, complice anche le tappe che si correranno nella sua Sicilia, compreso l'arrivo sull'Etna. A lui sono riposte le speranze azzurre di vittoria dopo il forfait inatteso di Fabio Aru, costretto ad alzare bandiera bianca poche settimane prima del via per i postumi di una caduta. Nonostante il trionfo nel recente Giro di Croazia Nibali non si presenta alla partenza con alle spalle una buona prima parte di stagione, ma lo 'Squalo', proprio nei momenti di maggiore difficoltà, ha abituato a stupire. Di contro Nairo Quintana, vincitore dell'ultima Tirreno-Adriatico grazie al successo sul Terminillo, si presenta al Giro d'Italia forte di un percorso molto duro che lo favorisce rispetto al suo avversario. L'incognita riguarda la condizione dello scalatore di Condita, che ha svolto la preparazione nella Colombia, lontano dall'Europa. Il suo biglietto da visita però parla chiaro: un Giro d'Italia e una Vuelta di Spagna vinta, oltre a tre podi al Tour de France. Puntano a far meglio dopo esser stati già protagonisti nel 2016 Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo), le cui ambizioni di maglia rosa l'anno scorso si sono infrante contro la neve sulla discesa del Colle dell'Agnello a due giorni dal termine del Giro, e Tom Domoulin (Team Sunweb), il passista olandese specialista nelle prove contro il tempo già sei giorni in rosa nell'ultima edizione. Si presenta molto agguerrito anche il Team Sky, al via con due capitani. Lo spagnolo Mikel Landa, in cerca di riscatto dopo la gastroenterite che l'ha costretto a ritirarsi l'anno scorso, e il britannico Geraint Thomas, luogotenente di Chris Froome al Tour de France, venuto in Italia per giocarsi le proprie chances dopo l'acuto nel Tour of the Alps. Doppio capitano anche per la BMC: Tejay Van Garderen e Rohan Dennis, che ha impressionato con il secondo posto alla Tirreno-Adriatico, si candidano a un  piazzamento d'alta classifica. Proveranno ad agitare le tappe di media e alta montagna anche Adam Yates, quarto al Tour dell'anno scorso, e il francese Thibaut Pinot, che ha puntato tutto sul Giro piuttosto che sulla corsa di casa. Tra gli italiani sono in tanti quelli che proveranno ad andare a caccia di una vittoria di tappa prestigiosa. Da Formolo a Battaglin, passando per Pozzovivo e Pozzato, l'obiettivo è uno solo: tagliare per primi il traguardo con le braccia alzate. E dedicare magari la vittoria a un collega e amico che sarebbe stato sicuramente tra i protagonisti di questa Corsa Rosa, Michele Scarponi. Ma prima della partenza subito un caso, anzi due, di doping: l'Unione Ciclistica Internazionale ha reso noto che i ciclisti italiani Nicola Ruffoni e Stefano Pirazzi sono stati trovati positivi (Gh) all'antidoping nel corso di due controlli antidoping fuori competizione rispettivamente il 25 ed il 26 aprile scorsi. I due sono stati immediatamente sospesi in via cautelare in attesa delle controanalisi e pertanto non potranno essere al via del Giro d'Italia numero 100 con la Bardiani-Csf, squadra interamente composta da corridori italiani e inserita tra le 22 in corsa in quanto vincitrice della Coppa Italia nell'ultima stagione.