Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Coronavirus: Chic charming italian chef, tutelare ristorazione italiana per sopravvivere

default_image

  • a
  • a
  • a

Roma, 15 gen. (Labitalia) - "Sfiducia, rabbia e frustrazione hanno ormai soppiantato il senso di smarrimento e preoccupazione della scorsa primavera in tutti gli addetti al settore della ristorazione. Per riuscire a rialzarsi a fine pandemia, chef e pizzaioli hanno bisogno di un supporto reale da parte dello Stato che gli permetta di tenere in piedi l'azienda e tutelare i posti di lavoro". E' quanto si legge in una nota dell'associazione Chic-Charming Italian Chef. “Chic Charming Italian Chef - afferma il direttore Raffaele Geminiani, insieme al direttivo e ad oltre 100 associati - è fortemente convinta che il rispetto delle regole debba essere l'imperativo categorico di tutti noi; anche nelle difficoltà. Tuttavia, se non si agisce tempestivamente, il settore della ristorazione uscirà decimato dalle ripetute e imprevedibili chiusure dettate dall'emergenza soprattutto per le rilevanti conseguenze negative sul reddito delle attività commerciali e per i lavoratori".

"A differenza dell'Italia, chef, pizzaioli e ristoratori, al di fuori del nostro Paese, sono economicamente tutelati dalle istituzioni nell'attesa di poter ripartire non appena sarà possibile. Chic si dissocia dall'iniziativa #ioapro1501 ma, allo stesso tempo, ritiene sia importante far sentire la propria voce, attraverso dati e testimonianze realistiche. Chic è da sempre un'associazione trasversale che accoglie al proprio chef, pizzaioli, pasticcieri, panificatori e gelatieri, oggi più che mai tale eterogeneità risulta accentuata e argomento di confronto", sottolinea.

"Ma tutti uniti chiediamo al governo: 1) basta con gli stop and go dettate da aperture e chiusure ad intermittenza, perché è antieconomico e impossibile da sostenere nella ristorazione di qualità., preferiamo aspettare a quando l'emergenza sanitaria sarà rientrata; 2) congelamento di tutti i costi fissi - utenze, Tari, cartelle - fino al semestre successivo alla riapertura; 3) analisi e rilevamenti all'interno dei ristoranti che fin dalla scorsa primavera hanno investito per adeguarsi a tutte le normative imposte in termini di sicurezza e prevenzione", elenca.

"Crediamo sia importante - avverte - effettuare campionamenti e monitoraggi sulla propagazione del virus nei ristoranti di qualità (spesso ristoranti con pochissimi coperti distribuiti in ampi spazi). Misure che devono essere verificate con costanza e su tutto il territorio. Più controlli per una maggior sicurezza per tutti. Siamo convinti che la categoria della ristorazione deve essere unita e muoversi su posizioni comuni, ma è importante che vengano apportate modifiche ai codici Ateco: differenziare gli esercizi commerciali per tipologia di servizio, somministrazione e attività perché ci sono senza alcun dubbio, modalità e sensibilità differenti di conduzione dell'attività".

"Gli effetti negativi delle chiusure e limitazioni della ristorazione - avverte - stanno comportando pesanti ricadute sull'intero sistema agroalimentare e sull'intero settore turistico. La nostra tipologia di ristorazione vive grazie alle eccellenze agroalimentari del territorio e molte piccole aziende agricole vivono esclusivamente sulla vendita dei loro prodotti al mercato della ristorazione".

"L'invito che Chic rivolge quindi al governo è di difendere con aiuti economici concreti le migliaia di imprese del settore della ristorazione che nel nostro Paese, tra i più visitati al mondo soprattutto per il cibo e le bellezze turistiche, creano posti di lavoro e ricchezza. Chiediamo al governo che aiuti il settore con la valutazione e il controllo delle misure di tutela della salute e non solo con le chiusure. Se non tuteliamo la ristorazione di qualità ci sarà un danno economico, ambientale e culturale impossibile da colmare", conclude.