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Luci e monitor per la nuova Galleria nazionale dell'Umbria. Riapertura il primo luglio

Sabrina Busiri Vici
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Le porte di palazzo dei Priori il primo luglio si apriranno sulla nuova Galleria nazionale dell’Umbria. Dopo un anno di lavoro e 5 milioni di investimento il museo più grande della regione torna di nuovo fruibile ai visitatori (98 mila visitatori nel 2019). “Oltre che accessibile, vorrei che fossimo riusciti a fare un museo accogliente”, è quanto riporta il direttore Michele Pierini, senese, a Perugia dal 2015. L’obiettivo dell’accoglienza è stato perseguito lavorando sulla luce, sulla esaltazione del rapporto osmotico fra le opere all’interno e la città all’esterno, con i suoi palazzi e le sue colline in lontananza grazie alla vista che si gode dalle trifore e dalle logge. Il percorso adesso ha una scansione cronologica, non più tematica e si dipana in 39 sale che mostrano opere dal Duecento, in sala maggiore, al Novecento di Dottori e Burri al piano inferiore per chiudere con Adalberto Mencarelli e la sua Bissau hotel a Japur, realizzata all’inizio di questo terzo Millennio.

Tante le novità introdotte, fra queste c’è proprio la sezione di arte contemporanea non contemplata nel precedente allestimento. E poi, sono stati realizzati il laboratorio didattico, la bottega di restauro e anche una importante biblioteca con accesso dalle logge di San Severo, la sala consultazione nei locali dell’ex urp e la conservazione dei fondi librari allestita nella sala del Grifo e de Leone. “Così la Galleria ha guadagnato anche piazza IV Novembre e in prospettiva potrà diventare un luogo aperto e di riferimento per tutta la città”, riporta il sindaco Andrea Romizi. Ampliato anche i bookshop con accesso dall’ingresso principale di palazzo dei Priori.

Procediamo a colpo d’occhio: le pareti sono bianche, bianchissime, il cotto della pavimentazione è stato opacizzato, i soffitti in alcuni tratta rialzati e poi grandi spazi anche per il riposo, la contemplazione da quelli che si affacciano sulla città come le logge dell’Alessi alla sala della Congregazione con il grande divano dove è possibile stendersi e guardare il soffitto interamente affrescato nel 1540, dopo la guerra del sale.

Tra le sale completamente ripensate anche la cappella dei Priori con le due vetrate firmate dall’artista Vittorio Corsini che ha reinterpretato in chiave contemporanea le vetrate distrutte eseguite su disegno da Benedetto Bonfigli e ha plasmato nell’altare ligneo il nuovo fulcro sacro di palazzo dei Priori.

Ripensata anche la disposizione delle opere del Perugino: precedentemente sparse in sette sale e ora racchiuse in due. Il Perugino dell’età dell’oro con i Miracoli di San Bernardino, la Pietà di Farneto, l’Adorazione dei Magi e l’Annunciazione Ranieri chiusura in una teca. E poi, al piano inferiore, si trova l’opera tarda. Subito dopo la sala del Pinturicchio con la magnifica Pala di Santa Maria dei Fossi.

La narrazione della Galleria passa sala per sala da Gentile da Fabriano a Piero della Francesca dal Bonfigli a Luca Signorelli alle tracce di Raffaello, assente presente.

Orgoglio del direttore Pierini il sistema introdotto per la conservazione delle opere con la registrazione continua della temperatura ma anche con la progettazione di supporti espositi speciali e soprattutto con un sistema nuovo che ne consente l’ispezione in qualsiasi momento anche nel retro.

E se l’arte ingegneristica punta a ottimizzare la conservazione la tecnologia offre un aiuto discreto con dei monitor che permettono in alcuni casi di osservare i particolari delle opere, in altri contestualizzarla nella sua collocazione originaria e in altri ancora di ascoltarne la musica suggerita.

Una curiosità da osservare con tutta la parete realizzata da Roberto paci Dalò a grafite acquarellabile e inchiostro indiano Ductus dove con date, immagini e parole si racconta la storia della galleria e dell’Umbria dal 1236 al 1961, data della prima marcia della pace voluta da Aldo Capitini. Il filosofo, abitò a palazzo dei Priori e la sala dell’Orologio è legata alla sua memoria. Sorprendente, però nella narrazione muraria manca la data del 1416.

Da domani la Galleria riapre. La visita è d’obbligo.