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Umbria, dopo la siccità l'allarme grandine. Coldiretti: "Disagi e danni nelle campagne"

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Dopo un prolungato periodo segnato da elevate temperature e scarsissime precipitazioni, le forti piogge, il vento e le grandinate “a macchia di leopardo” che hanno colpito nelle ultime ore, con varia intensità, diversi territori dell’Umbria, dal Perugino al Ternano, ma anche Folignate e Spoletino, hanno causato allarme, disagi e qualche danno al settore agricolo, ad ortaggi, grano, su alcuni vigneti e strutture. È quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti regionale sulla perturbazione che si è abbattuta ieri pomeriggio, mercoledì 15 giugno, sull’Umbria.

L’acqua, “salutata” con favore in tante zone, era attesa da settimane, ma per essere di sollievo la pioggia - spiega Coldiretti - deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente, provocano danni. Dopo la siccità di questi mesi - riferisce Coldiretti - che mette a rischio le rese produttive, il maltempo è arrivato in un momento particolarmente delicato per l’inizio della raccolta dei prodotti agricoli. È la grandine la più temuta in questo periodo nelle campagne - sottolinea Coldiretti - perché provoca perdite irreversibili alle coltivazioni nei campi, mandando in fumo un intero anno di lavoro. In campo ci sono le coltivazioni di grano, girasole, mais, ma anche foraggi per l’alimentazione degli animali e altri cereali, gli ortaggi e la frutta, importanti per assicurare la produzione di cibo Made in Italy sulle tavole in un momento peraltro difficile a causa della guerra in Ucraina e dei rincari.

Un evento climatico avverso che - precisa ancora Coldiretti - si ripete sempre con maggiore frequenza, ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi, che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni. La conferma arriva da Silvana Pietrella che conduce un’azienda orticola a Torricella di Magione. “Chicchi di dimensioni come noci, hanno colpito i nostri ortaggi in pieno campo tritando pomodori, meloni, melanzane, peperoni, insalata, passando in tre diversi momenti senza lasciare scampo ai prodotti”.  Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi e una tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Il risultato - conclude Coldiretti - è un conto per l’agricoltura di 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture.