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Terremoto, danni e due feriti nella città di Santa Rita

Jacopo Barbarito
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C'è la grande, maestosa basilica di Santa Rita rimasta, apparentemente intatta, che fa da scenario ad una via, una piazza, una città, quella di Cascia, irriconoscibile. Nel centro storico non si trova nessuno, solo qualche persona in cerca delle ultime cose per organizzarsi per la notte, per il prossimo futuro. Un futuro incerto che non si sa quanto durerà perché il terremoto non dà tregua, sfoga la sua rabbia con scosse continue, ripetute, forti e preoccupanti. Dopo quella di domenica mattina anche la città di Santa Rita conta i danni e, per fortuna, solo due feriti. Si vedono cornicioni divelti, pareti spaccate, muri crollati. La distruzione non è al livello di Norcia, ma le conseguenze sono ingenti tanto che il sindaco Gino Emili, dopo aver evacuato l'ospedale, sta verificando se tracciare la zona rossa per tutto il centro storico. “E' possibile - spiega il primo cittadino - che prenderemo questo provvedimento perché i danni ci sono. Per fortuna abbiamo avuto solo due feriti che hanno riportato traumi cranici per il crollo del tetto delle stalle dove si trovavano”. Il sindaco non nasconde la sua amarezza, il profondo smarrimento e la paura che questo continuo e martellante movimento sismico sta provocando. “La situazione è drammatica - sottolinea ancora Emili - perché, al di là dei ruoli e delle responsabilità siamo tutti sotto tensione da tempo. Poi con quest'ultima forte scossa abbiamo avuto il colpo di grazia. Se si guarda in giro, la gente dove sta? - si domanda preoccupato il primo cittadino - non si vede più nessuno, tutti si stanno organizzando per la notte e per il futuro. Gli abitanti di Cascia si sono autorganizzati e per quelli che non l'hanno fatto, come Comune abbiamo messo a disposizione il palasport, oltre una casetta di legno dove possono entrare una trentina di persone ed anche l'asilo che, essendo a piano terra, è posto sicuro. Ma c'è da tenere in considerazione - aggiunge ancora Emili - la situazione dei centri minori; ci sono frazioni come Avendita, Maltignano e Tazzo dove dobbiamo andare a verificare l'agibilità delle case, tutte isolate”. Servizio integrale a cura di Marina Rosati sul Corriere dell'Umbria del 31 ottobre Servizio fotografico a cura di Giancarlo Belfiore