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Ecco il crocifisso di San Damiano che torna a casa dopo 8 secoli

Flavia Pagliochini
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Il crocifisso di San Damiano dinanzi cui San Francesco pregò nel 1205, ricevendone la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore, torna - dopo quasi 8 secoli - nella sua collocazione originaria dal 15 al 19 giugno, grazie ad un evento, temporaneo ma storico, pensato dalla comunità dei Frati Minori di San Damiano insieme alle Clarisse del Protomonastero di S. Chiara, con il patrocinio della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e del Comune di Assisi. Il crocifisso, davanti cui pregarono Santa Chiara, sua sorella Agnese e l'intera comunità delle povere dame, insediatasi a San Damiano nel 1211, rimase nel Santuario finché visse la Santa (1253); dopo la morte, il suo corpo fu traslato nella chiesa di San Giorgio e insieme al processo di canonizzazione fu avviato il progetto della basilica in suo onore. Quando, nel 1257, le clarisse si trasferirono all'interno delle mura di Assisi, il crocifisso venne portato in città, nel Protomonastero di Santa Chiara; nella Settimana Santa del 1957 venne mostrato al pubblico per la prima volta sopra il nuovo altare nella cappella di San Giorgio nella Basilica di Santa Chiara d'Assisi. Il ritorno “a casa” è stato deciso anche sulla scia delle parole di Papa Francesco che, in questo Anno Santo, invita tutti ad entrare “nel grande mistero della misericordia di Dio, contemplando il volto di Cristo”. La translatio dell'opera  ha richiesto una dettagliata progettazione di tutti i passaggi: ieri mattina alle 9 la rimozione del Crocifisso dall'attuale struttura metallica, il trasporto a terra con argano, la collocazione in una cassa lignea appositamente predisposta con un rivestimento interno isolante e ammortizzante, il trasporto con carrelli e a mano fino al furgone; successivamente a San Damiano, dove in precedenza era stata rimossa la copia, il sollevamento con argano e il posizionamento sulle staffe d'acciaio appositamente realizzate e montate per sostenere il Crocifisso. Precedenti misurazioni, effettuate dalla Coo.Be.C. di Spoleto, avevano verificato che le condizioni di temperatura e umidità della chiesa di San Damiano fossero simili a quelle della cappella di S. Giorgio, e tali quindi non recare danni all'opera. (le foto sono di Mauro Berti)