Catalogna, manifestazione oceanica: "Basta prigionieri politici"

Protesta contro il carcere ai leader indipendentisti

16.04.2018 - 17:00

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Roma, (askanews) - Centinaia di migliaia di persone hanno preso parte a una nuova mega-manifestazione a Barcellona, per protestare contro il carcere preventivo per i membri dell'ex governo catalano e per i leader di alcune grandi associazioni indipendentiste. Moltissimi striscioni e composizioni di lettere giganti con la scritta "Freedom" e cartelli individuali con la scritta "Libertà per i prigionieri politici".

Circa 315.000 persone hanno partecipato al corteo secondo la polizia municipale, con quasi 1000 pullman che sono confluiti nella capitale catalana da tutta la regione. Alla manifestazione hanno partecipato migliaia di famiglie e anche le filiali in Catalogna dei sindacati nazionali Comisiones Obreras e Uniòn General del Trabajo.

La grande manifestazione si è svolta a circa 10 giorni dalla decisione di un tribunale tedesco di scarcerare l'ex presidente catalano Carles Puigdemont arrestato in Germania a seguito di un mandato di arresto europeo emesso da Madrid per il delitto di ribellione per aver organizzato il referendum sull'indipendenza dello scorso 1 ottobre, proibito da Madrid in quanto incostituzionale. Il referendum si era svolto con la partecipazione di quasi due milioni e mezzo di persone (circa il 43% degli aventi diritto) malgrado un imponente schieramento di forze della Guardia Civil spagnola in tutta la Catalogna, con cariche sui votanti che avevano provocato circa 900 feriti. Il "Sì" all'indipendenza aveva prevalso con il 90% delle preferenze.

Da circa sei mesi otto leader - fra cui l'ex vicepresidente catalano Oriol Junqueras - sono in prigione per i reati di "ribellione" e "sedizione". Reati gravi - per la ribellione sono previsti fino a 30 anni di carcere ma è richiesto il requisito della violenza mentre il referendum catalano è stato organizzato in modo pacifico. Altri tre fra ex ministri e leader politici catalani oltre a Puigdemont si sono autoesiliati in Svizzera e in Scozia per sfuggire alla giustizia spagnola, che secondo il fronte indipendentista sta agendo in stretto raccordo col governo spagnolo di destra del premier Marianmo Rajoy.

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