Il senatore di Forza Italia

Gasparri: non capisco che problema sia Savona per Mattarella

Ha accettato l'imposizione del premier, che ha da dire sul ministro economia?

28.05.2018 - 16:58

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Maurizio Gasparri, senatore responsabile degli enti locali per Forza Italia, ieri era in tour elettorale in Umbria, ed è venuto al gruppo Corriere scambiando qualche opinione su quel che sta accadendo nella capitale, con il tentativo di formare il governo (che gli azzurri avverseranno) impantanato sulla nomina di Paolo Savona all'Economia. Sorride Gasparri “per l'ironia del momento politico”. E spiega: “sulla carta uno con il curriculum e la storia del professore Savona dovrebbe essere uno degli obiettivi da abbattere da parte del Movimento 5 stelle...”


Beh, certo, Savona è stato un rappresentante dell'establishment...


E infatti a me che non voto questo governo apprezzo che Savona sia uno che ha una storia, e che rispetto alla improvvisazione che vediamo nei vari Adriano Bonafede o Laura Castelli, quella che scriveva mail contro Luigi di Maio e Alessandro Di Battista...


Savona scriveva altre cose, no?


Appunto, ha una storia professionale che non si discute. Poi certo in qualche libro e in qualche articolo negli ultimi anni ha fatto osservazioni critiche sull'Europa e sull'euro. Non tutte infondate, a dire il vero. Ma è stato ministro di Carlo Azeglio Ciampi ha lavorato in Bankitalia, Confindustria, Impregilo, banche e quanto altro. Non si può trattarlo come un pericolo pubblico. E' proprio il tipo che con quella storia dovrebbe essere combattuto dai 5 stelle...


Invece no. E lei che consiglio darebbe su Savona ministro?


Io credo che Savona se mai dovesse assumere questa responsabilità, saprebbe anche come mediare toni e linguaggi perché è uomo che ha agito nei mercati e nelle istituzioni. Sono sicuro che esprimerebbe opinioni critiche però con la consapevolezza dell'ambiente in cui si muove: sa che i risparmi dei cittadini vanno scossi con cautela. Mi sembra l'unica persona con una storia in mezzo a tanta gente che ne è del tutto priva...


Lei è stato in molti governi. Il ministro dell'Economia non è più rilevante del premier stesso? Che farebbe se gliene vogliono imporre uno?


Il presidente della Repubblica secondo Costituzione nomina il presidente del Consiglio e su proposta di quest'ultimo nomina i ministri. Quindi il Capo dello Stato ha un potere forte sulla scelta del premier, ma non sui ministri che debbono essere proposti da quest'ultimo. Ora non capisco chi oggi grida contro l'imposizione di Savona all'economia e non lo ha fatto quando è stata imposta a Sergio Mattarella la nomina di Giuseppe Conte. A me sembra assai più grave la forzatura sullo sconosciuto Conte che non la proposta di nomina del conosciutissimo Savona che ove nominato saprebbe distinguere toni e atteggiamenti. Non andrebbe certo a mettere le dita negli occhi ai colleghi in un Ecofin...


Da come lo dice sembra quasi che a lei piacerebbe un ministro così. Educato, ma che in senso figurato quelle dita negli occhi metterebbe...


I governi italiani non hanno come missione l'essere custodi dell'ortodossia eurocratica. Il primo a mettere in questo senso il dito sulla piaga fu Silvio Berlusconi nel 2011, in quel vertice in cui si scontrò duramente con Angela Merkel e Nicholas Sarkozy, dicendo loro “Guardatevi intorno, bisogna cambiare le regole”, e poi gli scatenarono addosso i mercati...


Ecco, proprio per quello che mi sta ricordando fa un certo effetto oggi sentire esponenti di Forza Italia (come Renato Brunetta) agitare nei confronti di Savona o del nuovo esecutivo lo spettro di quello spread che avevano combattuto per anni...


Certo, perché noi siamo stati vittime dell'uso strumentale dello spread, ed è provato che la manovra speculativa fu originata da una vendita massiccia di titoli di Stato italiani da parte della Deutsche Bank. Ha ragione lei: non possiamo passare da fustigatori di speculatori, di bancocrazie ed eurocrazie a difensori delle stesse. L'Europa va rivista e corretta. Non siamo iconoclasti, ma quel cambiamento deve esserci ad esempio sul bail in e sugli Npl, le sofferenze bancarie. Sfasciare l'Europa è un danno, ma prenderla per oro colato proprio non si può. Forse se Savona con lucidità mettesse il dito sulla piaga, potrebbe essere una delle cose meno brutte del governo.


Lei ha ironia e lunga esperienza. Che effetto le va vedere tante operazioni di riciclo politico intorno al governo del cosiddetto cambiamento? E circolare tanti nomi che accompagnarono quel che si vuole combattere come la tecnocrazia e la bancocrazia? Dal rutelliano Vincenzo Spadafora al montiano Enzo Moavero?


Moavero è una persona seria e rigorosa. Però ha ragione: fa parte di quelle nomenclature che in teoria questi strani alleati vorrebbero abbattere. Non so come sia arrivato fin lì. Spadafora che pare sia stato fatto fuori in queste ore da Alessandro Di Battista (l'ho solo letto sui giornali) è invece la banale espressione dell'antico trasformismo all'italiana. Ma mette il dito sulla piaga principale del M5s, che ha mancanza di trasparenza assoluta sulle scelte interne...


Questo è vero, poco si conosce ormai di quel che avviene all'interno...


Guardi la loro lotta politica intestina, del tutto opaca. Allora ridateci le vecchie correnti dei partiti, che erano più visibili! Un tempo ci si scannava alla luce del sole. Adesso vengono fuori dopo tre anni le mail di Laura Castelli che contestava ma di nascosto Di Maio e Di Battista. Spadafora è stato con l'Udeur all'epoca del ribaltone di Andrea Losco che solo io e lei ci ricordiamo ormai, poi passa con Alfonso Pecoraro Scanio, diventa uno dei fondatori dei giovani della Margherita, capo di gabinetto di Francesco Rutelli e grazie a Gianfranco Fini poi garante dell'infanzia. Con lo stile lieve del loro mondo e della loro stampa oggi ci leggiamo le sue intercettazioni con il capo della cricca degli appalti pubblici dove si cercano posti per questo o quello. E oggi mi devo bere Spadafora come il fautore del nuovo?


Su Spadafora il suo discorso non fa una piega...


Ma la sintesi di quel caso è : sti grillini sono una sòla, come si dice alla romana (una fregatura). Uno valeva uno, dovevano aprire i palazzi come una scatoletta di tonno.- Dopodiché eccoti a caccia dell'ambasciatore, del professorone, dell'eurocrate, del riciclato. Uno come Spadafora sa a cosa èp servito? E' andato da Di Maio con una buona sim nel telefonino che aveva qualche numero di telefono dei burocrati conosciuti passando da un partito all'altro. Ha fatto loro da decoder, perché conosceva persone e gliele ha riciclate. Cose già viste da noi due che abbiamo una certa esperienza. Passeranno come tutti gli altri...

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