Il Foro romano di Assisi rivive in 3D grazie alle ricerche di Maria Letizia Cipiciani

Fino a metà aprile il Baccanale Caffè esporrà una mostra con i pannelli ed i percorsi multimediali virtuali con le ricostruzioni della parte alta della città, tra cui l'acropoli, l'anfiteatro ed il circo

23.03.2013 - 15:34

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Un lavoro certosino per ricreare il clima dell'epoca romana e rendere merito allo splendore di quella che, prima di San Francesco, è stata la città di Properzio. È questa l'opera su cui si sta concentrando Maria Letizia Cipiciani, archeologa e collaboratrice esterna presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, che dal 2008 ha lavorato al progetto "Assisi romana. Ricostruzione virtuale", che da sabato fino alla metà di aprile esporrà una mostra temporanea con i pannelli ed i percorsi multimediali virtuali con le ricostruzioni della parte alta di Assisi al Baccanale Cafè.
Come nasce questo progetto?
"Alla base del lavoro di ricostruzione virtuale della città antica ci sono lunghe e pazienti ricerche condotte negli archivi di Perugia, Assisi, Roma, oltre ai rilievi diretti (topografici e architettonici) delle strutture romane, pubbliche e private, rese accessibili dai proprietari. Primo frutto di questo studio complesso è il libro di viaggio "Assisi. La città che non c'è": 15 percorsi nella città di Francesco (XII-XIII sec.) per scoprire la città di età romana, tuttora in gran parte celata sotto le case medievali".
Quanto e cosa, secondo lei, c'è ancora da conoscere, scoprire e documentare della città serafica di epoca romana?
"C'è tantissimo. Tutto il quartiere meridionale delle domus, localizzato intorno a Piazza del Vescovado. Il complesso termale nel Convento di S. Quirico. Altre domus sono ricostruibili in base alle fonti d'archivio, così come l'antico acquedotto fuori Porta Moiano. Anche il Ninfeo extraurbano, in località Santureggio è sconosciuto al grande pubblico. Tante altre strutture sono conservate in case private: di queste ho avuto solo notizia e spero, prima o poi, di riuscire a rilevarle, confidando nel generoso entusiasmo degli Assisani verso i tesori della propria città".
Quale dimensione ed interesse stanno riscuotendo in Italia e all'estero i suoi lavori?
"All'estero c'è grande entusiasmo per questo tipo di lavoro: la tecnologia applicata all'archeologia serve a testare i risultati della ricerca, ma poi facilita la divulgazione, rendendo comprensibile forma e funzione di qualsiasi struttura romana giunta fino a noi. Ad esempio, un docente di Classical Philology (Università di Tartuin, Estonia) sta utilizzando i video sul Foro Romano per le sue lezioni; da Perth (Australia) ho avuto l'invito a presentare i miei lavori al '41st Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology Conference'. Giungono e-mail di stima e d'incoraggiamento a continuare il lavoro dalle due Americhe come dall'Europa. In Italia, Archeomolise.it e Archeomedia.net hanno presentato il mio libro e linkato i video già caricati".

Jacopo Barbarito


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