Vietato dire non ce la faccio più

Claudia e le cicatrici come farfalle

07.11.2016 - 10:17

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Claudia ha 29 anni ed è bellissima. Una bellezza da copertina, di quelle che tutti si girano a guardare quando passa. Anche per questo, forse, nessuno aveva capito i suoi problemi di salute finché non sono stati evidenti.
“Avevo 13 anni quando ho iniziato a sentire dolori fortissimi al petto. Almeno 3 volte all'anno il dolore mi costringeva a letto per settimane. Mi dicevano che era per l’ansia, per l’ingresso nell'adolescenza”.
Finché a 19 anni si sente male in modo più grave “per fortuna -dice lei- così mi hanno creduta. Il polmone destro era collassato”.
Segue un intervento, quasi un mese di ricovero. E la vita di una diciannovenne cambiata per sempre “mi imposero tantissime limitazioni: non puoi più suonare il clarinetto, non puoi correre, non puoi fare sforzi, niente viaggi in aereo, meglio evitare locali con musica troppo alta. E soprattutto non puoi più andare a cavallo”.
Ma Claudia a questo non sa rinunciare, la sua vita da sempre è legata a due passioni: cavalli e pittura. Così, non solo non accetta questa restrizione, ma addirittura compra un cavallo “dicono tutti gli esperti che nella vita c’è un cavallo che sarà più importante di altri. Lui, Ironhorse, che è arrivato in quell’anno per me lo è stato. Mi ha fatto volare”.
Il non aver rispettato i divieti imposti la porta di nuovo a sentirsi male. A un nuovo intervento, a un nuovo lungo ricovero. Debilitata fisicamente e psicologicamente, Claudia tenta di rimettere a posto i tasselli della propria vita. Inizia a dipingere donne ferite, con buchi nelle ali. Gli stessi buchi che sente di avere nella propria anima, i vuoti della propria vita, le cicatrici che hanno cambiato il suo bellissimo corpo.
Così dipinge, dipinge, dipinge come se ogni pennellata potesse lenire il suo dolore, la sua rabbia. “Nessuno credeva in me. A volte avevo l’impressione che ci fosse la volontà di schiacciarmi per far emergere qualcunaltro. Ma i miei genitori e mia sorella non hanno mai smesso di spronarmi”.
E hanno avuto ragione. Perché Claudia si è presa la sua rivincita, sulla vita e su chi pensa che sia “solo bella”. Nel 2013 dipinge il Drappellone per il Palio di Siena.
La sua vita poco a poco ha ripreso con una forza che forse non c’era prima degli interventi anche grazie all’amore “mi sono sentita come una macchina incidentata che riprende a viaggiare. Ho preso coscienza che se non posso fare tante cose, posso però farne tante altre. Ho smesso di pensare che non posso meritarmi la vita degli altri, anzi forse posso viverla meglio. E i 7 tagli sulla mia schiena me lo ricordano”. Quei segni la rendono ancora più bella, sono quelli di una battaglia vinta, contro la malattia e con se stessa. Perché come scriveva Alda Merini: “da queste profonde ferite usciranno farfalle libere”.

selenebisi@libero.it

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