Vietato dire non ce la faccio più

Andrea e la favola degli occhiali

24.10.2016 - 11:21

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“C'era una volta un signore tanto buono che regalava gli occhiali ai bambini poveri”. Questo potrebbe essere l’incipit de La favola degli occhiali, ma a volte la realtà è persino più bella della fantasia. E quel signore buono esiste davvero, si chiama Andrea Garagnani, ha 65 anni e un negozio di ottica a Bologna. Negozio che esiste da 90 anni, da quando suo nonno nel ’26 lo fondò. E’ quest’attività che ha tracciato la vita della famiglia Garagnani da tre generazioni e che si sta avviando alla quarta “sono felice di passare il testimone a mia figlia”.
Proprio per festeggiare l'anniversario ci voleva un’idea. Ma una vera festa significa condivisione, solidarietà. Questo è quello che ha imparato Andrea nel corso della vita.
“Fin da bambino mi hanno insegnato che era importante fare qualcosa per gli altri. Sono cresciuto con l'idea che la solidarietà sia parte integrante della vita di ognuno di noi”. Andrea da ragazzino è stato scout, poi volontario della Pubblica assistenza e da qualche anno partecipa a missioni in Africa. Per festeggiare davvero ci voleva un gesto di amore: donare occhiali ai minori in situazioni di disagio economico. “Appena ho fatto questa proposta, il Comune di Bologna mi ha aiutato, grazie ai servizi sociali, nella ricerca di questi bambini. La mia città ha dato tanto a me e alla mia famiglia. Volevo fare qualcosa per ricambiare”. Inizia così il progetto La favola degli occhiali, per cui sono stati organizzati eventi con controlli gratuiti della vista, giochi, visite alla Cineteca di Bologna. “Il momento più bello? Una bambina che ci ha portato un disegno con scritto “Grazie per i miei nuovi occhiali, che bello vederci!”. Quel disegno è appeso nel negozio di Ottica e per Andrea vale più di tanti altri traguardi raggiunti.
La favola degli occhiali è una storia che riempie il cuore e che ha donato lenti nuove a tutti noi, come scrive Margaret Mazzantini: “Persone benefiche che incontri per caso e ti viene voglia di abbracciare, perché ti sorridono dal fondo della loro esperienza umana e di colpo ti risarciscono dell'altra metà del mondo, quella accasciante delle persone rinserrate nella loro pozza di buio”. In un mondo in cui siamo bersagliati da notizie terribili, questa storia ci regala la possibilità di vedere che del buono c'è, che le persone perbene ancora esistono, che è pieno di favole intorno a noi, basta aver voglia di scoprirle.

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