Vietato dire non ce la faccio più

“Così bella, perché non trovi un ragazzo?”

16.05.2016 - 11:18

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La storia di Giusy è una storia che inizia con complimenti fatti nel modo sbagliato. Ha 30 anni e fin da piccola le hanno sempre detto non solo che era bellissima, ma la più bella di tutte "ero solo una bambina e mia madre, le mie zie mi dicevano: -bella così da grande chissà quanti uomini avrai, ma non fare il maschiaccio-. Poi quando sono diventata adolescente è diventata una domanda: bella così perché non trovi un ragazzo?"
Giusy si descrive come un cruccio per la madre, meno per il padre, un uomo silenzioso, più dedito al lavoro che ai figli. Parla di anni in cui si è sentita prigioniera di una mentalità "ma non voglio dire che sia una mentalità del Sud, è un modo di pensare che ho trovato anche al Nord o al Centro". E soprattutto prigioniera di se stessa e delle bugie che si è raccontata per anni "a 17 anni ho avuto il primo fidanzatino, con grande gioia di "mammà" chiaramente. Poi sì, qualche altro ragazzo. Ma li vedevo più come amici". Così Giusy inizia a pensare "tutto qui? Quella storia dell'amore, delle farfalle nello stomaco allora non era vera?"
E la pensa così finché a 20 anni lascia il "paesello" e si trasferisce per frequentare l'Università "ho capito perché l'amore non mi aveva mai convinto. Semplicemente perché a me i ragazzi non mi piacevano. Mi piacciono le donne." Racconta quei mesi di nuova consapevolezza come mesi di grande sconvolgimento emotivo, di dolore e di nuova accettazione di sè. "Sono stata io per prima schiava dei miei pregiudizi. Ho passato un anno a dirmi che non era possibile perché a me piace truccarmi, portare i capelli lunghi e quindi non potevo essere lesbica. Ora ne rido se ci ripenso perché sono le stesse cose che mi dicono in tanti: non sembri omosessuale, ti metti il rossetto!"
I pregiudizi sono stati e sono tuttora il più grande scoglio per Giusy, soprattutto quelli delle persone che ama. "Quando l'ho detto in famiglia, ho potuto contare sul grande appoggio di mio fratello. Ma mai mi scorderò lo sguardo fisso alla parete di mio padre o le lacrime di mia madre. Il loro terrore dei giudizi in paese, addirittura la vergogna"
Col tempo è diventato un argomento di cui non parlare più. Poi "tra le tante cose che passa la TV, c'è anche il risvolto positivo. Mia madre, grande affezionata di soap e talk, ogni tanto mi chiama e mi dice che qualche vip è "come me". E allora le sembra tutto più normale. Io ci rido e penso che se il pensiero la aiuta va bene così". Ha imparato a riderci su Giusy di tante cose e ha smesso di dare spiegazioni "non mi va più di dire che sì, sono lesbica, ma mi piace lo stesso lo smalto rosso. Non mi va più di spiegare che con la mia compagna con cui sono fidanzata da 3 anni e convivo da due, abbiamo gli stessi problemi di tutte le altre coppie: chi lava i piatti, perché hai lasciato i calzini in giro, far quadrare i conti e mantenere l'amore vivo, ogni giorno".
Giusy ha trasformato giudizi che erano come lame, commenti sciocchi frutto spesso dell'ignoranza, in ottime ragioni per ridere. E una risata bella, dolcissima e piena di soddisfazione me la fa quando mi racconta l'ultima conversazione con la madre "Ma' sai che è passata una legge per cui ora anch'io mi posso sposare?" "Allora mo' il corredo te lo posso dare!"
Perché l'amore è un diritto e il modo migliore per rispondere a chi non ne è convinto, è quello di Giusy: una travolgente risata.

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