I soliti quattro gatti

I soliti quattro gatti

27.02.2016 - 11:49

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È una storia che riemerge sui tempi lunghi, decennio dopo decennio, ma forse è semplicemente una cosa che c'è ogni giorno e sopravvive silente sino a quando arriva il tempo per tornare a parlarne alla luce del sole. Comunque, perennemente irrisolta. Riguarda i soliti quattro gatti che sopravvivono allo spopolamento dei palazzi del centro del centro. In corso Vannucci sono rimasti in tre a presidiare di notte il nostro meraviglioso fiume di pietra. Tre persone anziane che non si arrendono e che lasciano la luce accesa come a disturbare la incomparabile bellezza metafisica di una via senza più calore umano, di notte, quando gli ultimi passanti sono andati e gli spazzini della Gesenu ancora lontani. Prima che si accenda il nuovo giorno dietro il Subasio con la sua luce bianca. Quanto contano, agli occhi di chi ci amministra, tre persone anziane e poche famiglie tra le vie del deserto notturno nel quadrilatero segnato dalle tre piazze perugine, Piazza IV Novembre, Piazza Matteotti e Piazza Italia? Poco più che nulla e non di più di tutti gli altri, da Porta Sole a Porta Eburnea. Eppure sono loro a tenere aperta la città di notte ma anche di giorno. Aperta e viva per quanto è possibile.
Alcuni di loro sono andati dal Sindaco per capire come mai il valoroso corpo dei vigili urbani distribuisca come manciate di coriandoli multe per divieto di sosta alle quattro del mattino alle loro auto. Beh, si trovano in angoletti dove non si può parcheggiare, quindi tutto regolare o meglio, nulla di irregolare in queste multe. Solo che per tutta la sera il centro del centro è pieno di auto parcheggiate come viene viene e nessuno dice nulla. I soliti quattro gatti, insomma i residenti, parcheggiano dove possono dopo aver cercato disperatamente, ormai a sera tarda, un posto libero. E' triste protestare per un parcheggio ma, certo, un po' meno quando le multe si accumulano nei parabrezza delle auto. Abbiamo pochi vigili, rispondono a Palazzo dei Priori. Va bene, ma per fare cosa? Questo accanimento delle multe a notte tarda quando la città è ormai vuota e sulla strada restano soltanto le auto dei residenti è stata in questi ultimi decenni una delle cause principali della fuga delle famiglie alle quali è stata resa la vita impossibile. Sono scappati, letteralmente, per disperazione. Intanto il centro è tornato a essere quello che è sempre stato. Il luogo di tutti e di nessuno, senza controllo.
Il conflitto tra residenti e interessi dei locali che incassano sui consumi dei giovani esiste da molto tempo. E' questa forza economica, oltre che la debolezza della politica, che ha impedito nel corso di tanti anni una seria regolamentazione del traffico e della sosta nel centro storico oltre a un controllo del territorio un po' più serio. Gli orari della Ztl che per un periodo sono stati utili per rendere più vivibili le vie e più accettabili i disagi per gli eccessi della movida sono stati ormai ridotti ai minimi termini, tanto per giustificare il costo di tante telecamere così poco attive e metà delle quali, quelle che dovrebbero registrare il rispetto degli orari di uscita dalla Ztl, del tutto inutilizzate e mai attivate. Sono state acquistate, montate e mai accese, anche ora che si è tornati a questo accanimento verso le auto dei residenti.
Ora si parla di prolungare gli orari notturni del minimetrò. L'idea è buona ma anche molto costosa. A Palazzo dei Priori pensano di far viaggiare il nostro trenino e, nello stesso tempo, di consentire l'accesso al centro alle auto private anche a tarda sera? Si tratterà di fare una scelta. Se si crede e si spera che qualcuno prenda il minimetrò avendo la possibilità di parcheggiare con la propria auto ovunque e soprattutto di fronte al locale preferito si sbaglia di sicuro. I problemi del centro, in fondo, non sono che una metafora di quelli di tutta la città. Il rapporto irrisolto tra vivibilità e uso delle auto private, al netto del diritto alla mobilità di ognuno, esiste ovunque. Ora si pensa di trasformare alcune strade di Madonna Alta, dove non c'è mai stato traffico di attraversamento, in svincoli della Pievaiola. Madonna Alta violata dal rumore e dallo smog che diventa parte di una immensa rotatoria. Dunque, si pensa al traffico e non alla vivibilità di un quartiere. Con le auto si deve convivere, ci dicono. Beh, ci provano anche quei quattro gatti del centro del centro ma, in questo caso, tutto diventa più complicato. "Ripopolare" questa parte preziosa della città come dicono alcuni? Si dia intanto la possibilità a quelle poche finestre rimaste accese di non chiudere una volta per tutte le persiane. Smettere con la vessazione delle multe non può essere che il primo passo. Poi ce ne sono tanti altri, ma bisogna sapere qual è il cammino. Se no la notte diventa sempre più lunga. Quale che sia la stagione.

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