Renzo Massarelli

Ritorna la sveltina

24.10.2015 - 11:50

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Ripopolare il centro storico. E' questo il progetto di coloro che vorrebbero salvare, in pratica solo a parole, la parte più antica della città. Ripopolare, come si trattasse di un allevamento di polli, una gabbia per le quaglie, un cassettone per i conigli. Ora, in una commissione del Comune, con la sola stitica astensione dei grillini e l'entusiasmo di maggioranza e opposizione, hanno approntato un Piano di rilancio nelle ore notturne che non rappresenta davvero in questo momento una priorità per Perugia. In centro storico, tuttavia, nonostante un calo di presenze molto pesante, ci abitano ancora persone normali che hanno desideri, visioni, valori come tutti gli altri e, in più, una complicità molto radicata con quella parte della città che esprime la storia e l'identità perugina più profonda. I residenti del centro sono rimasti quasi da soli, in qualche modo, a esercitare il complicato mestiere di custodi volontari del centro storico che è bellissimo e nello stesso tempo molto lontano dai vantaggi del vivere contemporaneo. Dalle cosiddette comodità. Dagli ascensori nel condominio, dai parcheggi davanti alla porta di casa, dalle strade senza salite, dagli spifferi, persino, della tramontana. Ci sono tanti perugini che considerano, per tante ragioni, questi residenti privilegiati e anche un po' egoisti. Il piano di quei consiglieri che inseguono l'idea del ripopolamento del centro non lo dice ma, in fondo, a questi luoghi comuni si ispira quando, per esempio, propone di alzare il limite di rumorosità consentito dal regolamento attuale nelle ore notturne. Pare che con le regole attuali non sia possibile, nel corso delle ore piccole, organizzare rappresentazioni teatrali, feste da ballo e chissà cos'altro. Questa storia è da molto tempo che gira nella testa dei nuovi filosofi della movida, da quando, almeno, un bar di Piazza Morlacchi una sera venne multato perché non aveva l'autorizzazione necessaria. Successe il finimondo. Chissà quanti decibel servono alle due di notte per fare un po' di rumore creativo. Nel centro storico, poi, non c'è solo la musica da ballo ma anche quella delle urla di chi beve, di chi litiga, di chi suona il clacson o accende a tutto spiano l'autoradio, di chi canta beato in omaggio all'alba che verrà. Sempre musica è. C'è qualcuno che si pone il problema di chi, tra i residenti, la mattina deve andare a lavorare? In questa curiosa città ci dev'essere il diritto al divertimento, se così lo si vuol chiamare, ma non al riposo e tantomeno al rispetto per le esigenze degli altri e delle stesse trascurate mura antiche, della maestà dei nostri monumenti.
Poi, in questo piano c'è il solito problema del traffico e della tanto avversata Ztl che questa maggioranza, piano piano, secondo lo stile soft del nostro sindaco, si appresta a liquidare. Attualmente le auto, in un centro storico dove esiste una sola strada per entrare e una sola per uscire, tutti possono entrare con le loro auto dalle 13 alle 24 e poi dopo rimanerci, si capisce, sin che si vuole, basta trovare un posto dove parcheggiare, ma di notte, lo sanno tutti, un posto si trova sempre e se non lo si trova lo si inventa. In piazza Italia, in piazza Matteotti, in piazza Grande, in piazza Danti, in piazza Michelotti, in piazza Cavallotti e via via sin nei vicoli che un perugino smagato conosce come le sue tasche. Tutta questa beata liberalità pare non basti. Così ritorna l'idea della sveltina, di una sosta breve, una mezz'oretta, in piazza Italia oppure dall'altra parte della città, in piazza Morlacchi così, tanto per favorire le categorie disagiate. Ma che se ne fanno le mamme con i passeggini o i disabili che, peraltro hanno i loro permessi speciali e le zone di sosta dedicate, di una mezz'oretta? Devono comprare le sigarette in centro? Il centro è già aperto a tutti, tutto il giorno e tutta la notte, escluse le ore della mattina. Niente, non basta. Serve l' ingresso per tutti anche dopo la mezzanotte. Può essere una impressione sbagliata, ma questi consiglieri comunali che prima di decidere si consultano sempre e soltanto con i soliti commercianti non ce la raccontano giusta oppure sono troppo sprovveduti per badare ad una città complessa come Perugia.
L'idea del cosiddetto ripopolamento, si basa sull'accesso facile, naturalmente di notte, per gli avventori dei locali. Ma questo accesso c'è già e le porte della città sono spalancate per tutti. In centro ormai non si aprono che rivendite di birra e di vino e pizzerie. Allora? Beh i nostri consiglieri si preoccupano semplicemente di favorire questo fenomeno. Pensano insomma alla Perugia da bere e a coloro che fanno un salto in centro e poi spariscono nella notte. Tutto qua? E' così che si vogliono risolvere i problemi reali della città? E questo sarebbe un piano per il "Rilancio del centro storico nelle ore notturne"? Di giorno, quando ci sarebbero tanti problemi da risolvere, che fanno i nostri amministratori? Dormono?

renzo.massarelli@alice.it

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