Renzo Massarelli

La piazza e la fontana

03.10.2015 - 12:13

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Sulla storia della fontana e sulle scelte da fare per definire dettagli non proprio secondari di Piazza Matteotti il sindaco di Perugia alza le spalle. “Decidano i cittadini”. Intanto in quella piazza si sta lavorando per rifare una parte della pavimentazione e dei marciapiedi. Ma come, il sindaco non ha idee e proposte per una delle piazze più importanti della città? Che possano deciderlo i cittadini è difficile. Questa amministrazione prova a fare il meglio che sa fare ma appare piena di impacci quando si tratta di praticare quella virtù che si chiama partecipazione. A Palazzo dei Priori non hanno neanche un ufficio stampa, necessità primaria per favorire una qualche forma di presenza popolare. Ci pensa una struttura esterna con risultati non proprio brillanti. Dunque, piazza Matteotti e la fontana che sta da160 anni accanto a Sant' Ercolano e che i commercianti vorrebbero "riportare" a casa loro non interessa il palazzo dove tutto tace. Forse vista così, un po' di fretta, questa storia può sembrare una cosa paesana con i cittadini della parte di sopra e quelli della parte di sotto che si contendono una fontana non troppo bella e non troppo brutta, una cosa dell'Ottocento realizzata da un bravo ingegnere del comune, uno degli ideatori del cimitero cittadino, ma, insomma, non proprio un artista. In realtà questa contesa non c'è. C'è un dibattito sulla città e su come intervenire su questo benedetto centro storico, questo è il punto centrale di questo confronto.
Intanto abbiano capito che non si tratta di "riportare" in alto una fontana che stava in basso. Quella che stava in alto, in Piazza Matteotti, fu costruita a metà del Seicento e non somiglia neanche un poco a quella che si può vedere all'Alberata. Nella Galleria nazionale dell'Umbria c'era un bel dipinto del 1650 che ci fa vedere com'era la piazza e com'era, dunque, anche la fontana. Quel dipinto è stato di recente spostato da qualche altra parte ma si può ritrovare in qualche libro di storia perugina. Dunque, la fontana del Seicento non era esagonale ma rotonda e non aveva ai suoi lati quei vasconi della Fontana dell'Alberata. La tazza alta era sorretta non da una colonna ma da un basamento quadrato, basso e tozzo. Insomma non c'è da aspettarsi che una fontana del Seicento possa minimamente somigliare a una dell'Ottocento, ne' che si possa riportare indietro la storia di 160 anni con il trasferimento di una fontana in un posto dove, peraltro, non è mai stata. Chiuso questo problema resta da capire cosa si vuol fare. I commercianti del Sopramuro e la Consulta del centro storico che raccoglie le libere professioni, sostanzialmente ancora gli esercenti, rilanciano con una proposta che farà allarmare tanti loro colleghi. Chiudiamo al traffico Piazza Matteotti, poi magari pensiamo alla fontana. Sembra una novità e una grande rivoluzione culturale ma questa proposta circola da un paio di decenni ed è parte di un progetto piuttosto complesso elaborato a suo tempo dal Collegio arti e mestieri, la vecchia associazione degli esercenti del centro storico.
Da allora sono accadute tante altre cose, compresa quella nata sul finire della prima amministrazione di Renato Locchi quando si provò a chiudere il traffico ai non residenti all'inizio di via Baglioni con il consenso di diverse associazioni ma con la contrarietà di tanti altri, esercenti in testa. Il blocco, con tanto di vigili urbani schierati e con le telecamere pronte, durò pochi giorni. Da allora di liberare il centro storico dalle auto o almeno di ridurlo in modo deciso non si è più parlato e gli orari della stessa Zona a traffico limitato sono stati progressivamente ridotti sino ai livelli attuali. Il minimo sindacale. La sensazione è che con i progetti di una volta arriviamo a tempo scaduto. Il comune ha già aperto un cantiere in piazza Matteotti e segue le sue idee che non sono le stesse del Consorzio del centro storico. Eppure in comune siede un assessore al commercio dirigente di Confcommercio e assessore pure alla mobilità, guarda caso. Perché non si parlano? perché non chiedono a Palazzo dei priori se vogliono lavorare insieme a un progetto di nuova mobilità urbana, magari non solo per una piazza? Son tutti colleghi, no? In realtà tutti sanno che lo stesso sindaco che vuole far decidere i cittadini non ha nessuna intenzione di immischiarsi in queste cose. Basta guardare la città nelle ore notturne e l'aggressione delle auto alle zone più sensibili, piazza Matteotti compresa. Loro, i nostri amministratori, pensano che pedoni e auto private debbano convivere un po' ovunque. La nuova frontiera della mobilità si chiama "Zona 30" dove nelle stesse vie regali non si potranno superare i trenta chilometri all'ora. Solo che in queste strade trenta chilometri sono già un'enormità. Allora a che serviranno le zone 30? a convivere. Appassionatamente, si capisce. Con le auto.
renzo.massarelli@alice.it

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