Renzo Massarelli

Sergio, fotografo della vita

27.06.2015 - 13:59

0

Aveva festeggiato i suoi sessanta anni, facendo un’eccezione al suo modo di fare così poco formale, giusto dieci anni fa, da “Friozzu”. Era settembre e l’estate stava finendo fu però una bellissima serata. C'erano i suoi amici, quelli della sua stessa generazione, e poi un bel gruppo di giovani e poi ancora alcuni artisti ternani di una generazione più avanti, testimoni degli anni più lontani. E' come se avesse invitato sotto il bel pergolato di una trattoria popolare ternana la sua famiglia ideale, quella che non aveva mai conosciuto. Forse c'era un presentimento che gli diceva che quella età, i sessanta anni, è un traguardo importante, come le colonne d'Ercole di un'esistenza. Dopo, tutto diventa più incerto e imprevedibile anche per uno come lui, con quel fisico forte e l'aspetto di un giovane dalla pelle dura. Conosceva un sacco di persone ma dava spesso l'impressione di una solitudine naturale che portava dentro di sé, da sempre. E' come se sentisse di avere un credito con la vita e aspettasse che un giorno gli fosse restituito. Aveva girato il mondo ma poi era tornato sempre a Terni, nella sua piccola casa al piano terra di quel fascinoso palazzo di piazza del duomo, sempre la stessa. Non possedeva nulla se non il suo talento, le macchine fotografiche, il computer e poi, certo, il suo archivio al quale ora si dovrà mettere mano perché diventi il patrimonio di tutta la città.
Quando capì che la malattia era più tosta di lui stupì gli amici di Facebook, quei pochi che sapevano e tutti gli altri che non sapevano, pubblicando le foto del suo viaggio, così lo chiamò, dentro i corridoi bianchi e tristi dell'ospedale. Poi fece la sua ultima mostra al Palazzo Primavera. Lo aiutai a smontare qualche quadro il giorno dopo la chiusura e lui mi pregò di portargliene alcuni a casa, con un carrettino a due ruote. Mi parve davvero il mio camminare con quelle sue foto incorniciate in modo leggero e provvisorio attraverso il centro, da Corso Tacito e via Cavour e poi verso il Duomo, una specie di funerale che facevo, da solo, a un amico di una vita e alle sue opere che avevo visto nascere sin dall'inizio, in gioventù. Lui si faceva vedere con la sua Canon alle manifestazioni alla fine degli anni sessanta, quelle dei sindacati e quelle degli studenti. Io scrivevo su "L'Unità" e cominciai a pubblicare le sue foto. I giovani, gli operai, la Terni di quegli anni già in crisi per via della chiusura di Papigno o dello Jutificio e il futuro sempre incerto di qualche reparto delle acciaierie. E poi il terremoto in Valnerina, i centri storici da salvare, il festival di Umbria Jazz al quale Sergio non mancava mai. Diventammo, ci dicevamo, una coppia di fatto. Io scrivevo, lui leggeva la realtà attraverso la lente dei suoi obiettivi. E' così che crescemmo insieme facendo, in fondo, lo stesso mestiere. Festeggiammo il capodanno del 1970 dentro la fabbrica, con gli operai dei forni del reparto "Martin". Stappammo una bottiglia di spumante. A rivederle oggi, quelle foto, quegli operai corpulenti e con la faccia scura davanti all'obiettivo di Sergio, si può capire tutto il tempo che è passato e come eravamo allora e come siamo cambiati con il passare degli anni in quella città che sembrava fatta solo di operai, di speranze, di progresso, del sogno di un grande cambiamento che aspettavamo ogni giorno mentre il sole nasceva a est, dietro la montagna di Miranda. Cosa avevano di speciale le foto di Sergio e perché lo chiamavo sempre ogni volta che mi trovavo alle prese con qualche giornale? L'Unità, Cronache Umbre, Paese Sera, "Umbria", la rivista del consiglio regionale. Parlavamo lo stesso linguaggio, guardavamo il mondo allo stesso modo. Le sue foto e il testo accanto dicevano esattamente le stesse cose. Poi Sergio ha cominciato a guardare il mondo con altri occhi ed ha elaborato, con il tempo, un altro linguaggio, quello della maturità e della ricerca di se stesso e del senso del suo lavoro. Sono i temi delle sue ultime mostre. Sergio punta l'obiettivo sulle persone che incontra nelle gallerie, nelle pinacoteche, nei musei e affronta, a suo modo, il rapporto tra la realtà e la creazione artistica, tra la fotografia e la pittura. Ma non c'è differenza. La fotografia ha un linguaggio proprio, autonomo e non sempre è pura rappresentazione. C'è, talvolta, qualcosa di più da scoprire dopo lo scatto che ferma il tempo. E' questo che cercava Sergio. Da solo e con gli amici, come quel giorno della sua festa di compleanno, da "Friozzu". Certo, quel credito che aspettava dalla vita non gli è stato restituito, ma questa, appunto, è la vita. La vita di Sergio Coppi, fotografo.

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Trump mette in dubbio summit con Kim, ma Pompeo si dice ottimista

Trump mette in dubbio summit con Kim, ma Pompeo si dice ottimista

Roma, (askanews) - Nonostante lo scetticismo espresso dal presidente americano, il segretario di Stato, Mike Pompeo si è detto "ottimista" sul fatto che il 12 giugno a Singapore ci sia l'incontro storico tra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un. Parlando alla stampa dopo le parole pronunciate da Donald Trump nel suo incontro con il leader sudcoreano Moon Jae-in, Mike Pompeo ha ...

 
Spief, Profumo: Gli operai sono dei grandi innovatori

Spief, Profumo: Gli operai sono dei grandi innovatori

San Pietroburgo, (askanews) - Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo, dallo Spief: "Nel corso del mio intervento dello scorso anno, al forum internazionale economico di San Pietroburgo, dissi una cosa che mi sembrava interessante. Nel nostro paese, abbiamo circa l'80% delle aziende che sono soprattutto piccole e medie aziende, che non sono pronte alla trasformazione verso la ...

 
Adr, al via il progetto della Business City a Fiumicino

Adr, al via il progetto della Business City a Fiumicino

Roma, (askanews) - Una porta d'ingresso al Paese unica. Con un centro uffici, servizi dedicati alle imprese e ai professionisti e un polo congressuale da 1.300 posti. Il tutto collegato ai terminal dell'aeroporto e a pochi passi dalla ferrovia e dall'autostrada. E' la nuova Business City di Roma Fiumicino, un progetto da 190 milioni di euro che a regime occuperà oltre 23.500 persone tra impieghi ...

 
Salute

Infettivologi: "Nuovi farmaci anti-Hiv allungano vita, ora migliorare qualità"

Oggi una persona con Hiv che inizia precocemente la terapia e vi aderisce con costanza può contare su un'aspettativa di vita simile a quella della popolazione generale. Un traguardo fino a pochi anni fa quasi irraggiungibile. Temi al centro della decima edizione del 'Congresso nazionale Italian Conference on Aids and Antiviral Research' (Icar) a Roma. Evento promosso dalla Società italiana di ...

 
Fumo di Londra torna a Perugia in 4k

Il film diretto e interpretato da Alberto Sordi sarà proiettato in versione restaurata al Morlacchi

Fumo di Londra torna a Perugia in 4k

Alberto Sordi in Fumo di Londra è Dante Fontana, antiquario con il negozio in corso Vannucci, a pochi passa da piazza IV Novembre. Era il 1966 e Sordi, per la prima volta ...

23.05.2018

Marco Bocci torna a casa

Marco Bocci a casa

Marsciano

Marco Bocci torna a casa

“E finalmente casa dolce casa”. Con un post su Instagram Marco Bocci comunica ai suoi fan la bella notizia e aggiunge diversi hashtag sul suo stato di salute: ...

22.05.2018

Sì al Todi festival, ma in Umbria non ci sono piste di atletica

Fiona May

Sì al Todi festival, ma in Umbria non ci sono piste di atletica

Atleta, mamma e ora anche attrice di teatro, Fiona May in Umbria per presentare il suo debutto  al Todi festival 2018, il 25 agosto al teatro Comunale di Todi.

21.05.2018