Il Morlacchi non suona più

13 luglio 2013

13.07.2013 - 17:24

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E' difficile spiegare a chi non lo sa cosa si prova quando non si riesce a  dormire più notti di seguito, ripetutamente. Non per problemi di salute, si  capisce, ma quando si sta a casa della notte si sveglia  mentre gli altri vanno a dormire, gli uni nella strada o dentro un locale,  gli altri nelle loro case, soli e disarmati. La città è il luogo dei  conflitti, un campo di battaglia invisibile dove, semplicemente, si  rincorrono gli interessi compositi e spesso divergenti di una comunità.  Districarsi dentro questa babele di linguaggi è piuttosto complicato,  tuttavia, la città resta il luogo più piacevole dove vivere e passeggiare,  dove passare il tempo e dove, persino, lavorare. Per abitare decentemente in  una città basterebbe rispettare le regole e avere un po' di rispetto per gli  altri, ma non sempre succede.
Il caso del Morlacchi, non il teatro ma il caffè che è un bel locale che  guarda la stessa piazza, anch'essa battezzata come il compositore perugino,  è in questo senso esemplare perché ogni tanto arrivano i vigili e trovano  qualcosa che non va. L'ultima visita è stata della Asl e dell'Arpa, che è  l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente che in quell'occasione  doveva stabilire se il livello del rumore prodotto dai frequentatori del  locale, cioè l'inquinamento acustico, fosse compatibile con i limiti imposti  dal regolamento comunale per quella zona. I dati raccolti non sono stati  incoraggianti per i responsabili della gestione del bar. Da qui la decisione  dei dirigenti del Comune di Perugia di imporre la chiusura alle ore 23 per  un anno. Ora, le proteste del noto locale e dei suoi affezionati avventori  che si sono subito alzate da Piazza Morlacchi sono comprensibili.
Ognuno  difende i propri interessi ma ciò che ha destato stupore è stata una  singolare iniziativa dei gruppi del consiglio comunale, di destra e di  sinistra, di maggioranza e di opposizione. In una mozione cosiddetta  "bipartisan" i politici di palazzo dei Priori hanno chiesto alla Giunta  comunale di sospendere il provvedimento senza neanche chiedersi se una cosa  del genere fosse possibile. Può una Giunta comunale, il sindaco di una  città, ignorare il lavoro di una agenzia pubblica e il risultato di una  indagine e cancellare le determinazioni dei dirigenti che rispondono in  prima persona del rispetto delle regole nel loro comune? Un consigliere  comunale non dovrebbe metterci molto tempo a rispondere a questa domanda.  Invece le cose non sono andate così, tanto che gli stessi dirigenti hanno  dovuto ricordare agli inconsapevoli consiglieri che la loro mozione  bipartisan non era ammissibile.
Di fronte a questa figuraccia la questione si sarebbe dovuta chiudere  subito, il più silenziosamente possibile. Invece no. Due consiglieri  comunali, che non sono tanti ma sono pur sempre i rappresentanti della  maggiori forze politiche presenti in consiglio comunale, rigorosamente  bipartìsan, cioè destra e sinistra, non si sono dati per vinti e hanno  elaborato un'idea ancor più sorprendente. Che è questa. Se in piazza  Morlacchi il rumore è troppo forte alziamo in quella zona il livello  ammissibile previsto dal regolamento comunale. Il che è come quei tecnici  che di fronte a una bottiglia d'acqua inquinata cambiano i limiti di  potabilità. Così l'acqua sporca diventa pulita per decreto. Ora dobbiamo  aspettare cosa pensa il consiglio comunale. Dei residenti nessuno si  preoccupa. Dicono che siano in tre a protestare. Tre è come nessuno di  fronte all'esercito della notte, alle proteste del web e, soprattutto, agli  enormi interessi che muove nel centro il commercio degli alcolici. In realtà  tre persone, cioè tre famiglie che riescono ancora a protestare e a  impegnarsi per difendere un diritto riconosciuto e considerato quasi niente  nelle istituzioni, tra l'opinione pubbliche e persino nei media, sono  tantissime se si pensa a tutte quelle che sono già scappate da quella zona,  disarmate e impotenti.
Tra un po', in consiglio comunale, qualcuno  presenterà una mozione contro le risse in centro e magari contro l'uso  eccessivo di bevande alcoliche. Chiederanno più polizia e chissà cos'altro.  Il rispetto delle regole no, il rispetto delle regole è la cosa che ci viene  meno bene. E magari basterebbe.

Renzo Massarelli
renzo.massarelli@alice.it 

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