Ast, la cosa peggiore non è lo sciopero né la firma

TERNI

Ast, la cosa peggiore non è lo sciopero né la firma

24.11.2014 - 20:56

0

Nessuno può permettersi di dire agli operai dell’Ast quello che devono o non devono fare, dato che sono loro e solo loro a metterci lo stipendio, il futuro, la faccia e tutto il resto. Qualunque cosa decideranno, solo a loro va il merito di aver fatto delle acciaierie ternane un caso nazionale. A loro e solo a loro il merito di aver sottratto la vicenda al destino annunciato di una crisi fra tante, a cui l’avrebbero di sicuro condannata l’insipienza, la miopia, la complicità e i silenzi di una politica di governo che - a Terni come a Roma - non ha saputo e voluto far altro che andare al traino dei tedeschi. Ai loro sindacati, onestamente, l’onore delle armi. Perché nessuno avrebbe potuto fare di più e meglio, dovendo combattere - di fatto - contro un doppio nemico: ThyssenKrupp più Palazzo Chigi, alleati in campo per stritolarli. Se la scelta andasse presa sulla base degli effettivi risultati, francamente grida vendetta qualunque tentativo di spacciare la base di accordo, blindato dalla proprietà e dal governo-Renzi, come chissà quale passo in avanti (“una modifica di fondo del piano industriale”, ha il coraggio di dire il ministro Guidi senza vergogna). I volumi di produzione garantiti preludono al peggio. L’orizzonte temporale del secondo forno è inchiodato al prossimo biennio. E non si dica che si tratta di scadenze eccezionalmente lunghe giacché (quale che sia la ciclica congiuntura di turno), prima che l’inossidabile possa essere sostituito da altro materiale, dovranno passare le generazioni, altro che due anni. Le incognite sulle politiche commerciali permangono tutte (e quindi Tk continuerà a farsi gli affari suoi, ovvero quelli delle fabbriche tedesche). Qualche spicciolo per l’integrativo non fa la differenza. Le teste da tagliare restano quelle che la Morselli aveva messo in conto sin dall’inizio: e sono i famosi “dettagli” di cui parla dalla Germania l’amministratore delegato del gruppo che, nella stessa occasione, annuncia che la multinazionale è tornata a produrre utili. Certo: scaricare surrettiziamente le perdite sulla fabbrica ternana, è stato sin troppo semplice. Le acciaierie di viale Brin sono l’anello debole della catena, perché finora è mancata la saldatura decisiva: l’Italia. Nessuno può permettersi di dire agli operai dell’Ast che, di suo, la Regione ci metterà risorse importanti per completare la Orte-Civitavecchia. Lo scandalo è che nel 2014 ancora si parli di completamento. Lo scandalo è che (ammesso e non concesso che prima o poi ci mettano mano davvero), per quando la strada dovesse essere davvero completata, ThyssenKrupp potrebbe persino aver deciso di fabbricare gomme americane in Indonesia... Nessuno può permettersi di agitare strumentalmente lo spettro delle aziende dell’indotto a loro volta in crisi: perché la diatriba sull’uovo oggi o la gallina domani è aperta da secoli e secoli... Nessuno può permettersi di scaricare la propria cattiva coscienza, invitando a “forme di protesta alternative”: perché di allenatori della domenica sono piene le poltrone di casa, ma poi in campo ci va sempre qualcun altro. Qualunque sia la decisione, la cosa peggiore che può accadere non è né lo sciopero ad oltranza né la firma. La cosa peggiore accadrebbe se, a firma (per ipotesi) fatta, si smettesse di parlare di Ast. Nella bozza di documento sul tappeto, mancano due cose fondamentali. Il governo si impegni a far riscrivere in sede europea le regole della concorrenza e dell’acciaio. E a far esercitare controlli stringenti sui patti assunti ieri e oggi da Tk. Secondo: il governo dia prova, una buona volta, di considerare concretamente strategica la produzione italiana (e quindi ternana) di inossidabile. Dal giorno dopo, tenga aperto il tavolo-Ast, per discuterne un futuro che ad oggi non c'è. E che invece potrebbe passare da soluzioni finora mai in agenda, come il ricorso all’ottimo strumento del Fondo Strategico Italiano. Se l’accordo prevedesse questo, qualunque decisione gli operai prenderanno sarà la migliore.

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Conte: difenderò il popolo, confermo collocazione Ue dell'Italia

Conte: difenderò il popolo, confermo collocazione Ue dell'Italia

Roma, (askanews) - Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte ha letto una dichiarazione alla stampa al termine del suo incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il conferimento dell'incarico, che riportiamo integralmente. "Il Presidente della Repubblica mi ha conferito l'incarico di formare il governo, incarico che ho accettato con riserva. Se riuscirò a ...

 
Casa delle Donne, Lia Migale: "Ecco la nostra verità sul debito"

Casa delle Donne, Lia Migale: "Ecco la nostra verità sul debito"

Roma, (askanews) - "Noi intendiamo pagare il debito con il Comune, ma nella giusta misura", ovvero al massimo 400mila euro tenendo conto fra l'altro dei lavori ordinari e straordinari che la Casa Internazionale delle Donne ha svolto nel complesso del Buon Pastore, a via della Lungara a Roma. Lo spiega Lia Migale, membro del direttivo della Casa, economista e scrittrice, intervistata negli studi ...

 
Fumo di Londra torna a Perugia in 4k

Il film diretto e interpretato da Alberto Sordi sarà proiettato in versione restaurata al Morlacchi

Fumo di Londra torna a Perugia in 4k

Alberto Sordi in Fumo di Londra è Dante Fontana, antiquario con il negozio in corso Vannucci, a pochi passa da piazza IV Novembre. Era il 1966 e Sordi, per la prima volta ...

23.05.2018

Marco Bocci torna a casa

Marco Bocci a casa

Marsciano

Marco Bocci torna a casa

“E finalmente casa dolce casa”. Con un post su Instagram Marco Bocci comunica ai suoi fan la bella notizia e aggiunge diversi hashtag sul suo stato di salute: ...

22.05.2018

Sì al Todi festival, ma in Umbria non ci sono piste di atletica

Fiona May

Sì al Todi festival, ma in Umbria non ci sono piste di atletica

Atleta, mamma e ora anche attrice di teatro, Fiona May in Umbria per presentare il suo debutto  al Todi festival 2018, il 25 agosto al teatro Comunale di Todi.

21.05.2018