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Martedì 24 Gennaio 2017 | 10:03

I nuovi imprenditori

I nuovi imprenditori

Conoscere le trasformazioni del tessuto imprenditoriale può servire a capire l’evoluzione in atto della struttura produttiva del paese. A tal fine, il 23 dicembre scorso, l’Istituto centrale di statistica ha pubblicato nel suo sito (www.istat.it) le risultanze di uno studio condotto nel 2014, relativo al profilo dei nuovi imprenditori in Italia, che fornisce alcune informazioni disaggregate anche a livello regionale. Innanzi tutto un dato: i nuovi imprenditori sono mediamente più giovani e istruiti degli altri.
Ma partiamo dalla definizione: chi è un imprenditore? Nella definizione usata dall'Istat, imprenditore è “colui che detiene i fattori produttivi in termini di capitali, mezzi di produzione, forza lavoro e materie prime, sotto forma di imprese, attraverso i quali contribuisce alla creazione di nuova ricchezza e valore sotto forma di beni e servizi utili alla collettività”.
Si distinguono poi due tipologie di imprenditore: quello con dipendenti e il lavoratore in proprio.
Mentre il primo ha un’azienda in cui lavorano anche altre persone, il secondo ha aperto una posizione Iva e si è registrato presso la Camera di Commercio, Industria, Agricoltura ed Artigianato, ma non ha dipendenti. Un fenomeno, quello delle partite Iva, che a volte nasce da strategie per aggirare la normativa sul rapporto di lavoro dipendente, e sul quale meriterebbe fare un'indagine a se stante.
Facendo ricorso a varie banche dati, come spiegato nella parte metodologica della ricerca, sono stati individuati nel 2014 ben 315.970 nuovi imprenditori, di cui circa il 36 per cento è alla guida di imprese, e il rimanente è un lavoratore in proprio. I nuovi imprenditori registrati in Umbria erano 4.745, pari all’1,5 per cento del totale, un fatto che denota che nella nostra regione vi è una propensione all'imprenditorialità analoga a quella nazionale. Leggermente inferiore, invece, la percentuale sul totale dei nuovi imprenditori di coloro che possiedono un'azienda, che qui è pari a 33 per cento. Il dettaglio del settore non è disponibile a livello regionale. Se ci riferiamo al dato nazionale, vediamo che i nuovi imprenditori hanno iniziato le loro attività prevalentemente nel comparto dei servizi, settore a cui si sono dedicati ben l’82 per cento dei lavoratori in proprio e circa il 70 per cento degli imprenditori con dipendenti. Va detto che in tale settore compaiono anche servizi ad alto contenuto conoscitivo, quali la finanza, le assicurazioni, il marketing.
Tornando all’Umbria, il 32 per cento delle nuove imprese è stato fondato da donne e gli imprenditori stranieri (ma non ne sappiamo esattamente la nazionalità) rappresentano l’11 per cento, dati leggermente superiori alla media nazionale.
Quello che varia sensibilmente è il livello di istruzione. I nuovi imprenditori umbri, infatti, sono decisamente più istruiti degli altri: il 32 per cento dei lavoratori in proprio ha almeno una laurea triennale contro un dato nazionale del 26 per cento, mentre per gli imprenditori con azienda il dato è pari al 16 per cento, contro una media nazionale del 14 per cento. Le informazioni sul tipo di attività che svolgono non sono ancora pubblicate.
Nell’attesa facciamo a tutti loro tutti i nostri migliori auguri di un grande successo professionale.

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