Giovanni Picuti

Il modello Montefalco

15.12.2016 - 10:45

0

Tra i misteri di Montefalco quello della luce resta il più insondabile. C'è chi grazie a quella luce è guarito dalla melanconia e da altri deprecabili malanni solo per essersi affacciato dalla finestra dell'ospedale, da cui lo sguardo spazia sull'intera Valle Spoletana. Nel giugno del 1452 fu proprio quella luce a spingere Benozzo Gozzoli a rifiutare l'invito di Michele di Felice Brancacci che lo voleva a Firenze per un'importante commissione. Ma dovendo l'artista ultimare il suo ciclo pittorico francescano, così rispose al mecenate che lo reclamava: "Ora m'è ochorso un poco de chaso e non mi posso partire per de qui", come si legge nella lettera autografa conservata presso la chiesa museo di San Francesco. Secoli più tardi quella luce ammaliò D'Annunzio e Herman Hesse e oggi ancora incanta il visitatore. Sabato scorso il suo bagliore aveva in sé qualcosa di diverso. A farle da specchio era un velo sottile e rarefatto di nebbia, che stringendo le colline di Bevagna e di Trevi, se le faceva ancelle per poi avvolgerle in un insolito crepuscolo dorato subito sfumato in vespro. Questione di attimi. Un tripudio tardo autunnale che accoglieva Antoniazzo Romano, il maestro per il quale s'è nuovamente spostato Paolucci, lo storico dell'arte più amato dagli umbri, da quando nel 1997 ricostruì la Basilica di San Francesco. E quanto ci farebbe comodo Paolucci, ormai amico giurato di Montefalco, nella ricostruzione dei tesori della Valnerina. Sabato scorso il direttore emerito dei musei Vaticani ha portato con sé dalla Pinacoteca di San Paolo fuori le Mura una pala d'altare: la "Madonna col Bambino tra i Santi Paolo, Benedetto, Giustina e Pietro", ora esposta nel Complesso Museale di San Francesco. La sindaca Tesei, in armonica e simmetrica corrispondenza, ha esposto un'altra opera, quella in cui Antoniazzo raffigurava "San Vincenzo, Santa Caterina d'Alessandria e Sant'Antonio da Padova", gelosamente custodita a Montefalco, dove giunse nella Chiesa di Sant'Illuminata nel 1491 per intercessione dei frati Agostiniani. Ma i due capolavori, pur insigni, non offuscano l'abside di Benozzo, ora esaltato dalla nuova illuminazione led fornita da Guzzini. Semmai testimoniano la vivacità artistica della città, come spiega la curatrice della mostra Adele Breda circa il ruolo fondamentale che l'arte umbra esercitò sul maestro romano, che da quella pittura attinse un linguaggio addolcito, peruginesco, di "ombre e luci modulate in passaggi morbidi e in cui i volti dei santi esprimono sentimenti pacati e rassicuranti e una malinconica dolcezza". Il vero santo di Montefalco è tuttavia Paolucci, a cui andrebbe conferita la cittadinanza onoraria, non solo per l'autentica ammirazione che nutre per Donatella Tesei e per il suo contorno, ma perché con i suoi persuasivi interventi ha mostrato ad un'intera comunità come il bello può salvare il mondo. Paolucci ha raccolto il plauso della stessa assessora regionale Fernanda Cecchini che ha sottolineato l'importanza delle iniziative culturali di quella piccola ma grande città e della professoressa Sabina Addamiano, moderatrice dell'incontro, che di Montefalco studiò le potenzialità già nel 2003 per conto della Fondazione Agnelli, parlando per la prima volta del Sagrantino come 'bene colturale' ed indicando i nuovi e in parte inediti modelli di fruizione dei beni artistici presenti nei complessi che possono essere mèta di un viaggio, e che più di altri si prestano ai riflettori mediatici, anche per iniziativa di progetti (come quello di "Montefalco nel cuore") sostenuti dalle imprese del territorio. Siparietto. La Tesei è riuscita a creare un circuito virtuoso tra sviluppo rurale, culturale e turistico, tanto che è legittimo porsi una domanda. Il modello è esportabile anche nella Valnerina recentemente devastata dal sisma? Sarà possibile coinvolgere imprese agroalimentari e amministratori dei paesi colpiti? Vale la pena tentare. Il modello Montefalco insegna che l'Umbria ha bisogno di nuove intelligenze e rinnovate idee, da dovunque esse provengano, al netto dei condizionamenti ideologici di cui la politica nazionale in questi giorni ci sta offrendo un penoso esempio. Ha bisogno di nuova luce, non solo per guarire dalla melanconia dell'isolamento ed altri deprecabili malanni, ma per uscire indenni dalle macerie e dalle conseguenze di una logora spossatezza del governare. Beata umbritudine, umbra beatitudine.

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Più letti oggi

Mediagallery

Elena Mirò, dall'atelier creativo la donna contemporanea di Vanessa Incontrada

Elena Mirò, dall'atelier creativo la donna contemporanea di Vanessa Incontrada

'L'atelier', cantiere della creatività per la donna contemporanea, e la nuova collezione Spring/Summer 2018. A presentarli, con Vanessa Incontrada, è Elena Mirò, brand di Miroglio Fashion, con una sfilata nel flagship Store di Piazza della Scala a Milano. La partnership creativa tra Vanessa Incontrada ed Elena Mirò si consolida. "Tutta l'energia che ho assorbito è stata tradotta in idee di ...

 
"Get shorty", arriva su Timvision la serie tv acclamata negli Usa

"Get shorty", arriva su Timvision la serie tv acclamata negli Usa

Roma, (askanews) - Dal libro bestseller di Elmore Leonard, "Get shorty", nel 1995 era stato tratto il celebre film con John Travolta, ma oggi un enorme successo ha riscosso negli Stati Uniti l'omonima serie, che arriva in prima visione assoluta per l'Italia dal 22 febbraio su Timvision. La dark comedy per la tv "Get shorty", di cui vediamo una clip in esclusiva, è diretta da Davey Holmes, già ...

 
Siria, orrore a Ghouta: regime uccide 200 civili, 60 sono bambini

Siria, orrore a Ghouta: regime uccide 200 civili, 60 sono bambini

Damasco, (askanews) - Un massacro con quasi 200 morti fra i civili, di cui 60 bambini. È il bilancio di tre giorni di bombardamenti incessanti sulla roccaforte ribelle della Ghouta, a Est di Damasco, da parte del regime siriano di Bashar al-Assad. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede in Gran Bretagna, l'attacco ha provocato 17 morti domenica 18, 127 morti lunedì 19 e 50 ...

 
Perché la regina di Danimarca sorride ai funerali del marito?

Perché la regina di Danimarca sorride ai funerali del marito?

Copenaghen, (askanews) - Circa 60 ospiti si sono stretti attorno alla famiglia reale danese per salutare il principe consorte Henrik, marito della regina Margherita II di Danimarca. Nelle immagini si vede la regina, 77 anni, che scende dall'auto vestita a lutto ma in più di un'occasione la si vede sorridente e quasi allegra. Presenti al funerale i figli della coppia, il principe ereditario ...

 
Scelti gli studenti più belli

Miss e mister 2018

Scelti gli studenti più belli

Un successo lo School Day gran finale 2018. Oltre 2000 le presenze: il pubblico degli istituti delle scuole superiori di Perugia e provincia in occasione del carnevale delle ...

19.02.2018

Con Montesano al Lyrick trionfa la romanità

L'intervista

Con Montesano al Lyrick trionfa la romanità

C’è Enrico Montesano sabato 17 e domenica 18 febbraio al teatro Lyrick di Assisi nell'anteprima nazionale del “Conte Tacchia”, commedia in musica, rivisitazione del film del ...

17.02.2018

Arriva Sfera Ebbasta

L'appuntamento

Arriva Sfera Ebbasta

Il Centro Commerciale Collestrada è pronto per un evento d'eccezione: domenica 18 febbraio alle 17 salirà sul palco Sfera Ebbasta, in tour per promuovere "ROCKSTAR" il nuovo ...

17.02.2018