umbria felix

Una strada per Castelluccio

08.12.2016 - 15:04

1

E’ caduta la prima neve e i lupi sono scesi dalla Macchia Cavaliera a cacciare sull’altopiano, dove non troveranno più armenti. Lo scenario è sempre quello millenario e incontaminato dei Sibillini. Se non ci si avvicina troppo al paese non si percepiscono i segni del terremoto. Venisse giù anche l’ultimo coppo di Castelluccio il genius loci rimarrà lo stesso. Tutto ciò che circonda le macerie convive con il sisma fin dalla notte dei tempi; al punto che fu proprio il terremoto ad avvolgere di mistero ogni angolo di quel soave e immenso palcoscenico. Sono stati i rimescolamenti della terra a creare le fate con il loro sentiero, la Sibilla e la sua grotta, il poema cavalleresco del Guerrin Meschino e le sue figure mitologiche. Poi vennero i pastori, le transumanze, il grappolo della case, la guerra di Norcia contro Visso, le due città oggi accomunate da un perfido destino. Non è più tempo di lenticchie, deltaplani, escursioni a cavallo e impianti di risalita. Il sisma ha passato la sua pesante mano su quel paradiso. E' rimasto uno squarcio lungo dieci chilometri, un minaccioso ammonimento, un solco in più sul bel volto di una donna matura: impercettibile offesa che non guasta la magnificenza del Creato, ma mette in guardia sull’incerto futuro. Come accade per tutte le cose che da lontano volgono al bello, è la vicinanza che ti frega. Superate le frane e i crepacci apertisi sull'asfalto, ti avvicini al paese e ti accoglie della polvere sollevata dal vento. E’ polvere di case, di muri sbriciolati, di tetti sprofondati, di oggetti oltraggiati. Castelluccio è un paese singolare, dove d'inverno fa talmente freddo che una volta, quando moriva un vecchio, per ritardarne il distacco i congiunti lo lasciavano anche per una o due settimane in soffitta prima di tumularne la salma. In quest'epoca che ha disperatamente bisogno del nostro amore, della nostra speranza, del coraggio di opporsi e di lottare contro la meschinità imperante è necessario ridonare la vita a quella comunità felicemente rivoluzionaria, anarchica, fuori da ogni schema, dei Testa, Cappelli, Pasqua, Argenti e Brandimarte. C'è un motivo in più per dare precedenza a Castelluccio, per affrettarne la ricostruzione. Le sue radici potrebbero seccarsi prima delle altre. Sebbene insicuri vanno preservati all'umanità i luoghi da dove poter percepire la bellezza del mondo e da dove poter lottare contro chi ogni giorno tenta di impoverirla, di svilirla, terremoti compresi. La stessa bellezza che gli eroici castellucciani hanno mantenuto a costo di immani sacrifici. Nonostante le difficoltà questo paese, in piedi o raso al suolo che sia, segna il confine da non varcare per tenere insieme la tensione politica e quella poetica, la contemplazione e il conflitto con le avversità, da dovunque esse provengano. Sradicare i castellucciani, rinchiuderli nei freddi loculi delle nostre città, sarebbe come cedere alle misere finzioni di una vita sociale, che ha fatto più vittime di ogni rovinoso terremo. Siparietto. E’ indispensabile riaprire le vie di collegamento per permettere il trasporto dei moduli e smaltire le macerie senza interferire sull'ambiente. Quei montanari per sopravvivere non hanno bisogno solo di case e di stalle, ma anche di seminare lenticchie e preparare i terreni per la fioritura, che per Castelluccio è importante quanto la laguna per Venezia. Ecco perché Emiliano Brandimarte - un ragazzotto del posto il cui cognome ricorda l’Orlando Furioso - è rimasto insieme agli uomini del V reggimento alpini di Vipiteno a presidiare i suoi sessanta cavalli haflinger e maremmani. Il Pian Grande è tutto per lui. Beata umbritudine, umbra beatitudine.

giovanni.picuti@alice.it

Condividi le tue opinioni su Corriere dell'Umbria

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lallanucci36

    09 Dicembre 2016 - 14:02

    Caro Giovanni, sai quanto io abbia amato ed ami questi luoghi, la gente di Castelluccio che consco da sempre, i piani, le montagne, il Lago di Pilato e la sua leggenda, le fate, la loro fonte e quella del Guerrin Meschino, la fiorita. Tutto è rimasto nei miei occhi e dentro il cuore. Castelluccio con le irriverenti scritte sui muri, è anche il paesino dove c'è il nido delle stelle, nelle notti dal cielo buio e senza luna.

    Report

    Rispondi

Più letti oggi

Mediagallery

Elena Mirò, dall'atelier creativo la donna contemporanea di Vanessa Incontrada

Elena Mirò, dall'atelier creativo la donna contemporanea di Vanessa Incontrada

'L'atelier', cantiere della creatività per la donna contemporanea, e la nuova collezione Spring/Summer 2018. A presentarli, con Vanessa Incontrada, è Elena Mirò, brand di Miroglio Fashion, con una sfilata nel flagship Store di Piazza della Scala a Milano. La partnership creativa tra Vanessa Incontrada ed Elena Mirò si consolida. "Tutta l'energia che ho assorbito è stata tradotta in idee di ...

 
"Get shorty", arriva su Timvision la serie tv acclamata negli Usa

"Get shorty", arriva su Timvision la serie tv acclamata negli Usa

Roma, (askanews) - Dal libro bestseller di Elmore Leonard, "Get shorty", nel 1995 era stato tratto il celebre film con John Travolta, ma oggi un enorme successo ha riscosso negli Stati Uniti l'omonima serie, che arriva in prima visione assoluta per l'Italia dal 22 febbraio su Timvision. La dark comedy per la tv "Get shorty", di cui vediamo una clip in esclusiva, è diretta da Davey Holmes, già ...

 
Siria, orrore a Ghouta: regime uccide 200 civili, 60 sono bambini

Siria, orrore a Ghouta: regime uccide 200 civili, 60 sono bambini

Damasco, (askanews) - Un massacro con quasi 200 morti fra i civili, di cui 60 bambini. È il bilancio di tre giorni di bombardamenti incessanti sulla roccaforte ribelle della Ghouta, a Est di Damasco, da parte del regime siriano di Bashar al-Assad. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede in Gran Bretagna, l'attacco ha provocato 17 morti domenica 18, 127 morti lunedì 19 e 50 ...

 
Perché la regina di Danimarca sorride ai funerali del marito?

Perché la regina di Danimarca sorride ai funerali del marito?

Copenaghen, (askanews) - Circa 60 ospiti si sono stretti attorno alla famiglia reale danese per salutare il principe consorte Henrik, marito della regina Margherita II di Danimarca. Nelle immagini si vede la regina, 77 anni, che scende dall'auto vestita a lutto ma in più di un'occasione la si vede sorridente e quasi allegra. Presenti al funerale i figli della coppia, il principe ereditario ...

 
Scelti gli studenti più belli

Miss e mister 2018

Scelti gli studenti più belli

Un successo lo School Day gran finale 2018. Oltre 2000 le presenze: il pubblico degli istituti delle scuole superiori di Perugia e provincia in occasione del carnevale delle ...

19.02.2018

Con Montesano al Lyrick trionfa la romanità

L'intervista

Con Montesano al Lyrick trionfa la romanità

C’è Enrico Montesano sabato 17 e domenica 18 febbraio al teatro Lyrick di Assisi nell'anteprima nazionale del “Conte Tacchia”, commedia in musica, rivisitazione del film del ...

17.02.2018

Arriva Sfera Ebbasta

L'appuntamento

Arriva Sfera Ebbasta

Il Centro Commerciale Collestrada è pronto per un evento d'eccezione: domenica 18 febbraio alle 17 salirà sul palco Sfera Ebbasta, in tour per promuovere "ROCKSTAR" il nuovo ...

17.02.2018