Giovanni Picuti

Volere non è volare

21.04.2016 - 11:22

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Per realizzare l’infrastruttura aeroportuale di Perugia gettati alle ortiche 70 milioni, euro più euro meno. Perché alle ortiche? Perché oggi ci ritroviamo con un torpedone sostitutivo che in due ore e mezza ci trasporta a Fiumicino previa sosta all’autogrill di Nera Montoro per orinare o acquistare un gratta e vinci. Non sempre volere è volare. Ma per volare bisogna pur volere, come disse Icaro prima di schiantarsi. Non avendo ben chiaro il piano di trasporti nazionali, il Governo - dopo il poderoso investimento - ha abbandonato lo scalo umbro al suo destino. A noi è chiara, invece, la mancanza di continuità dell’azione governativa in un settore strategico per lo sviluppo economico e per il turismo, come quello della aviazione civile. Ancor più disordinate appaiono le strategie della Regione Umbria, che fatti quattro conti è stata costretta a cambiare le carte in tavola all’ultimo minuto, ripiegando sull’alta velocità, dolce chimera. Fanno sapere le opposizioni - che fatica definirle tali - che non sarà la fermata toscana di Rigutino a risolvere lo storico isolamento, perché la Fcu è ormai al lumicino e sulla strozzatissima Roma-Ancona si viaggia su un unico logorante binario. Per non parlare della Foligno-Terontola, la rotaia giusta per farsi venire la barba bianca. Si aggiunga che Quadrilatero è in ritardo e la condizione generale delle strade secondarie s'è fermata al dopoguerra. Insomma, rimarremo inscatolati nella chiostra dei nostri monti. Hai voglia a prendertela con i tagli operati da Alitalia che, per coprire i costi della spoletta con Roma, ha chiesto ai soci della Sase spa (Camera di Commercio, Sviluppumbria, alcuni comuni, ecc.) un salasso di sei milioni di euro: una cifra al di sopra delle sue possibilità, che a pensarci bene non sarebbe nemmeno così spropositata, se si considera che la gestione del mini-metrò costa ai perugini tanto quanto e quella della Ferrovia Centrale Umbra poco meno. Siparietto. Da Palazzo Donini il “capitan de la compagnia” manda a dire ai suoi Alpini, che spera di salvare almeno un paio di voli, magari quelli per Bruxelles e Trapani. Ma “i suoi Alpini (compresa la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia) ghe manda a dire che non han scarpe per camminar”. Nonostante tutto la compagine societaria si sta diligentemente muovendo alla ricerca di un nuovo presidente a cui affidare lo scalo fantasma. Che il Poverello (a cui è dedicato l’omonimo aeroporto) ce la mandi buona, in attesa che arrivino notizie confortanti da Ryanair. La speranza è la prima a decollare, ma l’ultima ad atterrare. Diamo alla Sase quello che è della Sase. La società può esibire dati economici inattaccabili a dimostrazione che in pochi anni ha più che dimezzato le perdite e triplicato i passeggeri. La sua gestione non è tra le peggiori in termini di efficienza nella cerchia degli aeroporti italiani minori, quelli con un traffico inferiore al milione di passeggeri l’anno. Sase assolta. Tutto il resto è un fattaccio da risolversi a Roma, ammesso che qualcuno abbia l’autorità di farsi sentire e che Roma abbia orecchie per ascoltare. C’è materia per far sparlare di Perugia non solo gli indigesti editorialisti in forza al “The Guardian” ma anche l’anonimo che ci ha inviato un sonetto, ‘sta volta ispirato alle vane diatribe campanilistico-aeroportuali tra Foligno e S. Egidio, che ci riportano ai soliti polli di Renzo, sullo sfondo del dibattito politico regionale in auge negli anni Settanta/Ottanta: “Ma che pretesa assurda e singolare/ di vedere arrivar qualche aeroplano!/ Ma via! Foligno è troppo fuori mano/ e poi la Macchi non sa più volare!/ Il grifo invece ha un’apertura alare/ che lo farà arrivar molto lontano,/ financo in qualche scalo americano/ in India, in Cina, in terre d’oltremare!/ Oggi non siamo più così divisi/ e ci dispiace per la riduzione/ dei voli, chiaro segno d’una crisi./ Ma confesso che in fondo un po’ vi invidio:/ a noi non resta che qualche aquilone/ e a voi la tratta Pila - Sant’Egidio”. Beata umbritudine, umbra beatitudine.
giovanni.picuti@alice.it

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