L’Umbria differenzia di più ma non basta. La raccolta è arrivata al 44 per cento

L’Umbria differenzia di più ma non basta. La raccolta è arrivata al 44 per cento

L’assessore Rometti: “Crescere ancora per iniziare a vedere i primi benefici in bolletta”. Umbertide il comune più virtuoso. Passi indietro per Assisi, Orvieto e Magione

09.06.2013 - 18:49

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Da un lato c’è l’assessorato regionale all’ambiente che si dichiara “soddisfatto” dei risultati raggiunti dalla raccolta differenziata dei rifiuti e dal trend di crescita positivo che pone, da questo punto di vista, l’Umbria in testa alla classifica italiana. Dall’altro lato ci sono i cittadini che invece, attraverso i loro comitati di zona e le associazioni ambientaliste, protestano molto “insoddisfatti” da come viene gestita la raccolta dei rifiuti, a cominciare dall’apertura e chiusura delle discariche e dalla scarsa, se non inesistente, partecipazione alle scelte per finire alle bollette da pagare “che nonostante il recupero di materiali da riciclare non diminuiscono mai, anzi aumentano”.
Lo scontro è da tempo frontale per cui anche le conferenze stampa e gli incontri pseudo partecipati diventano sempre molto “caldi”. La Regione si è presentata ieri, dati alla mano, con un “minidossier” della vittoria strapieno di tabelle e di grafici, dati certificati inconfutabili, grazie anche alla collaborazione con Arpa, dai quali si evince che non solo il trend della raccolta è in aumento ma crescono anche i comuni virtuosi. Come Umbertide che è arrivato al 64,56% con un incremento del 22,42% o come Todi a quota 51,77% con un incremento del 16,55%.
Le pecore nere nel 2011 sono stati tre comuni che invece di crescere, anche di poco, e già avevano una percentuale bassa, sono addirittura tornati indietro: Assisi (23,97% con un decremento dello 0,10%), Orvieto (18,30% meno 3,31%) e Magione che però ha una percentuale alta, 52,18%, scesa dell’ 1,66% rispetto al 2011. “C’è una certa disomogeneità nei risultati conseguiti dai comuni e ne stiamo analizzando le motivazioni - ha precisato l’assessore Rometti - Molto è dovuto alla difficoltà di alcune amministrazioni pubbliche di reperire risorse da destinare allo scopo per cui la Regione ha avviato un efficace programma di cofinanziamento supportando i processi di riorganizzazione dei servizi”.
Ma oltre all’appoggio economico l’Ente sta considerando la possibilità di procedere anche con sanzioni (5 euro di penale a tonnellata sull’eccesso di indifferenziata) nei confronti di quei comuni che non raggiungono i risultati prefissati e che, a loro volta, si rivarranno sui cittadini poco corretti.
Si parla di sanzioni ai cittadini ma non di premi per chi invece si riempie casa di secchi per l’immondizia, divide con grande attenzione ed è rispettoso della legge. E si domanda: ma tutta questa roba che viene separata e viene riutilizzata grazie a me, perché non mi dà alcun beneficio? “Perché - risponde l’assessore - i costi di avvio della raccolta differenziata sono stati altissimi, dai contenitori al servizio di raccolta porta a porta. Quando avremo superato tutti insieme la soglia del 50-55% allora si cominceranno a raccogliere i frutti. In questo momento il riutilizzo dei materiali ci porta nelle casse 3,8 milioni di euro, a fronte di una spesa 120-130 milioni l’anno. Crescendo arriveranno anche i benefici, provenienti da un minor quantitativo e quindi minor costo del conferimento dell’indifferenziata in discarica”.
L’Umbria dunque, tra comuni virtuosi e quelli meno che abbassano la media, si attesta al 44% di raccolta (ma già nei primi mesi del 2013 si avverte una crescita di due o tre punti percentuali grazie al superamento del 77% in alcuni comuni), la più alta del Centro Italia. La regione produce 500 mila tonnellate di rifiuti l’anno, quindi se si oltrepassa il 50% di differenziata, solamente 250 mila andrebbero in discarica. Nel 2012 i rifiuti indifferenziati in discarica sono stati 330 mila tonnellate (con anche gli scarti della differenziata) a cui vanno aggiunte 64 mila tonnellate di rifiuti speciali: Belladanza sta a 6.954 tonnellate, Colognola 9.369, Borgo Giglione 79.520, Pietramelina 114.441, Sant'Orsola 60.836, Le Crete 122.771.
Tre discariche sono attive e tre sono complete. “Quando ci siamo insediati – aggiunge Rometti - eravamo in emergenza ora non lo siamo più. Al 31 dicembre 2012siaBorgo Giglione sia Le Crete avevano 800 mila tonnellate di disponibilità. Dopo l’ampliamento di Belladanza arriveremo a 2 milioni per il 2013. Questo ci permette di stare tranquilli per la chiusura dei cicli”.
Al rappresentante del Coordinamento di Rifiuti Zero che ha chiesto una maggiore partecipazione dei cittadini e delle associazioni alle scelte della Regione l’assessore ha risposto che l’Ente sta lavorando ad una nuova legge sulla partecipazione per potersi relazionare meglio con cittadini e soggetti che li rappresentano.

A cura di Anna Lia Sabelli Fioretti

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